Carismi, pochi giorni per l’aumento di capitale
È la rassicurazione data dai vertici della banca ai sindacati nelle riunioni di ieri Dal primo febbraio usciranno 13 prepensionati e restano confermati 109 esuberi
SAN MINIATO. Due proposte ancora in piedi, quella del fondo di riassicurazione panamense Barents e quello di investitori non meglio precisati di cui il banchiere romano, ex ad di Monte dei Paschi e Deutsche Bank, Vincenzo De Bustis è l’advisor. Pochi giorni per decidere, anche se non sembra esserci una scadenza precisa e Banca d’Italia che sta vigilando e controllando l’operazione di sottoscrizione dell’aumento di capitale per la Cassa di risparmio di San Miniato. Sono conferme emerse dall’incontro che i vertici dell’istituto di credito hanno fatto ieri con Fiba Cis, Fabi e Fisac Cgil. Tutti rigorosamente separati. Riunioni “concesse” dalla banca dopo le richieste insistenti delle sigle sindacali di conoscere a che punto è la trattativa e fare il punto su cosa potrebbe succedere dopo l’ingresso nel management di nuovi soci. «Sul fronte dei risparmiatori ci sono le garanzie degli strumenti messi in campo dal Governo - dicono i sindacati - Per quanto riguarda i dipendenti, la necessaria riduzione dei costi sarà gestita con il fondo di settore».
Una riduzione dei costi che riguarderebbe il personale e che parla di 109 dipendenti vicini alla pensione. Un dato presente già nel piano industriale presentato lo scorso anno e che, al momento, resta confermato. «Salvo diverso orientamento di chi sottoscriverà l’aumento di capitale», aggiungono i rappresentanti dei lavoratori che restano ala finestra in attesa di sviluppi. «Finché non ci sarà l’offerta vincolante non ci sarà sicurezza», è una delle frasi pronunciate dopo i summit con i responsabili della Cassa di risparmio di San Miniato. Parole che lasciano intendere il livello di attesa e di ansia per un piano di rilancio della banca di cui si parla da troppo tempo ormai senza che ancora si sia arrivati a definirne meglio i contorni.
Aspettando notizie certe, vanno registrate le prime uscite di personale, previste dal primo febbraio. Si tratta di prepensionamenti inseriti in un accordo e che rientrano nel piano di riduzione dei costi già messo in atto dall’istituto di credito, a cui si aggiunge anche la chiusura di un buon numero di filiali targate Carismi. Operazione, questa, già messa in pratica. (a.q.)
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