Piaggio investe 40 milioni ma non assume
Proseguirà la riduzione graduale del personale Ecco quanto emerso dall’incontro con Colaninno
PONTEDERA. Stessi investimenti (65 milioni per gli stabilimenti italiani, di cui 40 per quello di Pontedera), identici volumi produttivi e uguali modalità di utilizzo degli ammortizzatori sociali degli ultimi anni. Il che vuol dire che proseguirà l’operazione di riduzione progressiva del personale con l’uscita in mobilità volontaria di chi è vicino alla pensione. Parzialmente compensato dal passaggio di part time verticali a full time. Questo lo scenario principale emerso dall’incontro (preceduto da un presidio dell’Usb) avuto dal presidente del Gruppo Piaggio, Roberto Colaninno, con i sindacati dello stabilimento della Vespa, di Aprilia e di Moto Guzzi.
Nuovi modelli e automazione. Una riunione da cui è emersa la notizia che è in preparazione un nuovo modello di Vespa Gt (più altri di cui non sono stati forniti ulteriori dettagli) che sarà realizzato a Pontedera, ma anche il fatto che presto si dovrà fare i conti con il tema dell’automazione all’interno della fabbrica. Comprese le linee di montaggio.
Lo spettro dell’industria 4.0. Nasce da qui la preoccupazione diffusa, ma dichiarata apertamente solo dall’Usb, di dover affrontare una riduzione più drastica del personale da qui a qualche anno. Piaggio sta già studiando soluzioni dopo l’automazione del magazzino ricambi e la verniciatura. Ed è per questo che Colaninno ha chiesto ai sindacati di collaborare alla gestione di questo processo, aprendo anche a un confronto periodico che vada al di là degli incontri annuali come quello di ieri mattina. È il cosiddetto programma “industria 4.0” che porterà robot al posto degli uomini in tantissimi settori lavorativi. «Chiediamo di aprire una vertenza agli altri sindacati - ha detto Sergio Bellavita dell’Usb - perché per Piaggio è in arrivo una stagione di tagli decisi al personale».
Dialogo Piaggio-sindacati. Di questo, nel comunicato congiunto firmato da Ferdinando Uliano (Fim Cisl), Massimo Braccini (Fiom Cgil) e Gianluca Ficco (Uilm Uil) non c’è traccia. Semmai si dice che «nel 2016 si è registrato un incremento dell'8% e abbiamo richiesto che questo possa essere tradotto in elemento di incrementi produttivi e occupazionali». E in più: «Chiediamo a Piaggio di proseguire il confronto e adottare una strategia di più largo respiro, al fine di rilanciare i prodotti e la saturazione degli impianti degli stabilimenti italiani. È evidente che gli ammortizzatori sociali non possono proseguire nel corso del tempo e quindi è necessario adottare anche una strategia sindacale unitaria al fine di contribuire ad accompagnare la ripresa produttiva e garantire i livelli occupazionali negli anni futuri». All’Aprilia, per esempio, dal gennaio 2018 non ci saranno più gli ammortizzatori sociali. Un problema che dovrà essere risolto questo anno.
Quale futuro per Pontedera? A Pontedera, invece, sotto quell’aspetto c’è più tranquillità. Ma resta aperta la discussione su come garantire i livelli occupazionali nei prossimi anni in un contesto che ha visto la contrazione del mercato europeo del 30% in sette anni. I nuovi veicoli potrebbero essere un fattore, così come l’incremento delle meccaniche che tanto a cuore sta alla Fim Cisl e al suo segretario provinciale, Claudio Garzotto. Ma resta uno squilibrio tra scooter venduti (e quindi prodotti) e numero di addetti. «Anche a me piacerebbe produrre di più a Pontedera - ha detto Colaninno durante l’incontro - ma dobbiamo fare i conti con un mercato che non decolla, malgrado Piaggio abbia mantenuto le quote di vendita».
Niente strategie per l’indotto. E poi c’è l’indotto metalmeccanico, argomento introdotto dalla Usb con i licenziamenti recenti alle Officine Ristori. La risposta del presidente del Gruppo Piaggio ha toccato la necessità di essere competitivi sia dal punto di vista della qualità, ma anche del prezzo. Da qui la scelta di ricercare fornitori che abbiano costi adeguati a quelli di mercato. E, come si capisce, poca intenzione di discutere di strategie per la Valdera che vedano Piaggio capofila di un progetto per salvare la Valdera.
Andreas Quirici
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