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Terme, perdita dimezzata Il “rosso” è di 150mila euro

di Andreas Quirici
Terme, perdita dimezzata Il “rosso” è di 150mila euro

L’obiettivo è ottenere il pareggio di bilancio quest’anno o al massimo nel 2018 Ma sui conti resta l’incognita dei budget assegnati dall’Asl per la riabilitazione

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CASCIANA TERME. Il 2015 si era chiuso con un passivo di 340mila euro. Il 2016 il “rosso” sarà dimezzato, anche se manca ancora la chiusura ufficiale e definitiva. A guardarlo da lontano, il bilancio delle Terme di Casciana continua a descrivere una situazione di sofferenza. Ma approfondendo la situazione è impossibile non sottolineare che in cinque anni le perdite sono passate da un milione e 150mila euro ai poco più di 150mila del 2016 da poco concluso. «E nel 2017, o al massimo nel 2018, arriveremo al pareggio di bilancio», dice Arabella Ventura, direttrice generale di Bagni di Casciana, società di gestione dello stabilimento termale.

Operazione quasi conclusa. La risalita dei conti è cominciata proprio con il suo arrivo. Ed è lei a gonfiare il petto mentre parla del quadro finanziario della società: «Siamo a partecipazione pubblica, è vero. Ma la gestione è fatta solo con le nostre forze. E se siamo arrivati vicini al pareggio di bilancio, molto è dovuto a una riorganizzazione generale con promozione di ogni attività che facciamo e con la consueta professionalità del personale». Per un’azienda che ha sempre zoppicato, creando via via casi politici con le opposizioni di turno pronte a dare battaglia alla maggioranza del consiglio comunale dell’allora amministrazione di Casciana Terme (poi fusa con Lari) si può parlare di operazione ben riuscita, anche se non ancora completata. «Se il trend prosegue - dice ancora la manager - pareggeremo già quest’anno.

Riabilitazione, croce e delizia. Molto dipenderà dalla convenzione con l’Asl per quanto riguarda la riabilitazione». Tema, quest’ultimo, annoso e da sempre motivo di discussione e di tensione. Ventura sottolinea l’apporto della riabilitazione alla riduzione del disavanzo fatta nel 2016: «Abbiamo chiuso a due milioni e 390mila euro, mentre nel 2015 il dato era stato pari a 2,1 milioni». Ma di questi, 1,8 milioni sono quelli fatturati convenzionato con l’Asl. Vale a dire, le fatture fatte all’ente pubblico per la cura di pazienti inviati dall’Asl a Casciana per la riabilitazione. «La decisione sui budget da assegnare alle varie strutture è già stata presa dalla regione - dice ancora Arabella Ventura - e fino ad aprile sono stati confermati. Ma resta l’incognita di cosa accadrà nei mesi successivi». In un fatturato complessivo da oltre quattro milioni, i soldi in arrivo dall’Asl non sono pochi. E rischiano di spostare gli equilibri (in questo caso il termine per raggiungere la parità del bilancio) in maniera determinante.

Terme in sofferenza. Detto della riabilitazione, che ha registrato una buona crescita, tra le attività del centro di Casciana c’è stata una crescita generalizzata. Tra questi il benessere e la piscina estiva. Lo stesso, però, non si può dire per le cure termali che sono definite dalla direttrice generale, appena «stazionarie». Anche se, «il settore termale è stazionario ovunque in Italia - dice ancora - ed è un dato che da un po’ di tempo viene confermato di stagione in stagione. E di fronte a questo scenario c’è solo da ricercare la crescita delle altre attività».

Riabilitazione sportiva. Come nel caso della convenzione stipulata dalle Terme di Casciana con il corso di laurea in fisioterapia sportiva dell’Università di Pisa. «Da questa collaborazione cercheremo di sviluppare progetti che portino opportunità per la nostra azienda, ma anche per gli studenti - sottolinea la manager Arabella Ventura - perché è anche da progetti come questo che le Terme di Casciana possono garantirsi un futuro ancora più solido».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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