Il presidio
Consegnati i premi Vera Srebot
Riconoscimenti a tre giovani medici impegnati nella ricerca
PONTEDERA. «La scienza è onesta, è trasparente, è sincera e oggi premiamo quella scienza dal volto umano, quella che dietro ha storie di passione sincera».
Lo dice il ginecologo Massimo Srebot, direttore del reparto a Pontedera, a margine del premio intitolato a sua figlia Vera morta a 31 anni. I giovani ricercatori premiati sono Gianluca Mirizzi, Andrea Boggiano e Francesca Maria Righini.
«Non conoscevo Vera - spiega Righini -, ma so chi era, me l’hanno raccontata, e vincere questo premio significa diventarne amica».
Righini ha fatto la volontaria in un ospedale di Emergency a testimonianza che il premio Srebot non si ferma a evidenziare il valore della ricerca in sé, ma gratifica la persona nella sua interezza. «Abbiamo introdotto il fattore umano come discriminate per l'assegnazione del premio», dice Srebot.
I premi sono stati consegnati al Cnr dal professor Michele Emdin, dal presidente del Cnr pisano Domenico Laforenza, dall'on. Maria Chiara Carrozza, dal sindaco Marco Filippeschi, da Ottavio Zirilli, responsabile tecnico dell’area del Cnr pisano e dal presidente dell'ordine dei medici Giuseppe Figlini. I premiati sono tutti laureati in Medicina e Chirurgia, specialisti in malattie dell'apparato cardiovascolare, e hanno tutti elaborato un progetto di ricerca meritevoli di essere sostenuto.
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