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Carismi, De Bustis conferma la trattativa
Il banchiere: «Sono il consulente di un gruppo di investitori». Domani incontro tra azienda e sindacati
SAN MINIATO. «Sono un semplice advisor per altri investitori. Ma per ulteriori informazioni dovete chiamare la banca».
Con queste parole Vincenzo De Bustis conferma di far parte della partita che porterà alla sottoscrizione dell’aumento di capitale da 150 milioni alla Cassa di risparmio di San Miniato.
Il nome del banchiere romano, ex amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena e di Deutsche Bank, era circolato nei giorni scorsi dopo un incontro a Milano e uno a Roma, nella sede di Banca d’Italia con i vertici di Carismi. E dal manager è arrivata la conferma a “Il Tirreno”, senza però dare ulteriori spiegazioni e approfondimenti.
Del resto, la situazione appare delicata. Da mesi ormai la trattativa viene portata avanti senza essere riusciti ancora a giungere alla conclusione. In lizza, al momento, oltre alla cordata di cui De Bustis è consulente, c’è il fondo Barents che è entrato in corsa a dicembre dopo l’uscita di scena di Pve capital.
Tentativi di reperire fondi dal mercato che, però, non convincono granché i sindacati che domani incontreranno i vertici della Cassa di Risparmio di San Miniato dopo aver chiesto ripetutamente un appuntamento per fare il punto della situazione e chiarire molti aspetti di una vicenda che si trascina da troppo tempo.
«Alla fine ci hanno concesso l’incontro - spiega Claudio Fiaschi della Fisac Cgil - e speriamo di sentire buone notizie sulla trattativa per la sottoscrizione dell’aumento di capitale. Anche se va detto che, al momento, la ricerca di una soluzione derivante dal mercato non ha dato gli esiti sperati. E se dovesse essere confermata questa impressione, credo che non ci saranno alternative a interventi istituzionali per salvare l’istituto di credito».
Il riferimento è al decreto “salva banche”, istituito dal Governo, e al Fondo Atlante, anche questo promosso dal Governo ma con risorse private per far fronte alle sofferenze del mondo del credito italiano.
«Con questi due strumenti le risorse per evitare tracolli in banche con pesanti passivi e con la necessità di portare a termine aumenti di capitale ci sono - riprende Fiaschi - Crediamo che, se le trattative in corso alla Carismi non andranno a buon fine, si debba prendere la strada dell’intervento istituzionale per risolvere il problema della banca di San Miniato». (a.q.)
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