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Otto nuovi posti di lavoro dalla gestione dei profughi
La Paim si occupa di 120 stranieri l’anno e per ciascuno riceve 33 euro al giorno In una pubblicità il rendiconto dell’attività di accoglienza contro i luoghi comuni
PONTEDERA. Ha comprato una pagina pubblicitaria sul Tirreno di ieri per dire come la sua cooperativa spende i 33 euro che l’Unione Europea gli conferisce per la gestione di ciascuno dei 120 profughi. Giancarlo Freggia, presidente di Paim, che ha sede a Cascina ma che per l’attività di accoglienza “usa” appartamenti a Ponsacco, Pontedera, Fauglia e in Lucchesia, ha voluto titolare l’inserzione con un evidente «Brutti, sporchi e cattivi» con sottotitolo: «I 33 euro che ricadono sul territorio» per la sintesi di rendicontazione annuale della gestione dei profughi, tra cui anche la creazione di otto posti di lavoro.
Una risposta ai tanti luoghi comuni che spopolano sempre più, sia in politica che sui social network, riferiti al fatto che per i profughi lo Stato spenderebbe soldi, mentre lascerebbe morire di fame gli italiani o li abbandonerebbe alle nevicate record e gli infiniti terremoti.
«Il titolo è una provocazione - dice - perché qui tutti parlano della gestione dei profughi, buttandoci dentro anche gli immigrati che vendono abusivamente merce contraffatta. Ma a nessuno viene in mente che c’è distinzione tra i capannoni di Mafia Capitale riempiti di richiedenti asilo che vengono trattati senza dignità e cooperative come la nostra che gestiscono queste persone con la massima attenzione e distribuendo anche ricchezza alle attività della zona».
E per dimostrare questo aspetto, secondo lui fondamentale per inquadrare la questione, nella pubblicità a fatto la lista delle spese sostenute per un totale di 1.371.550 euro di entrate e 1.280.684 euro di uscite con 90.866 euro di risultato di esercizio, «che equivale a due euro al giorno dei 33 ricevuti, che verranno reinvestiti dalla cooperativa Paim per l’acquisto di arredi per i propri asili e ausili per anziani ospitati nelle proprie strutture». Nell’elenco troviamo poco meno di 250mila euro per i consumi alimentari, quasi 24mila euro per l’acquisto di abbigliamento, 110mila euro derivanti dai 2,5 euro al giorno a persona consegnati direttamente ai profughi da personale addetto e 183.892 euro di affitti passivi per 14 appartamenti «corrisposto a privati cittadini, secondo il criterio di accoglienza diffusa».
Un rendiconto che Freggia utilizza per provare a fugare «le numerose e imprecise informazioni sul tema della gestione dei profughi». E per chiarire che questi 33 euro al giorno non si possono utilizzare per gli italiani, come vorrebbero tanti politici e una fetta crescente d’italiani che si sfoga quotidianamente su Facebook, «perché esiste il fondo per i rifugiati della Comunità europea, per garantire loro vitto e alloggio, le cui risorse non possono essere dirottate su altri progetti». Soldi che, secondo il presidente di Paim, «ricadono poi sul territorio». Come nel caso degli otto nuovi posti di lavoro creati che hanno generato un costo pari a 191.770 euro (23.971 euro a testa).
«Si tratta di mediatori culturali, assistenti socio sanitari e psicologi - dice Freggia - Personale necessario per assistere i profughi che gestiamo, tra cui anche un buon numero di minori non accompagnati che hanno . Un aspetto importante da cui si capisce il valore della nostra attività. E che ho voluto testimoniare con una pagina pubblicitaria che spero abbia fatto capire alle persone questo delicato funzionamento».
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