Il Tirreno

Pontedera

Cascina, il Comune nega la sala consiliare: Michela e Debora si sposano a Pisa

Sabrina Chiellini
Cascina, il Comune nega la sala consiliare: Michela e Debora si sposano a Pisa

Il Pd fa polemica e punta il dito sulla giustificazione che il Comune ha dato alla coppia sull'indisponibilità della sala. La sindaca Ceccardi: "Non condivido la legge Cirinnà, per cui non avrei celebrato la loro unione"

3 MINUTI DI LETTURA





CASCINA. L'amministrazione leghista di Cascina le ha respinte. Pisa le ha accolte. Si sono sposate in municipio a Pisa - l'unione è stata celebrata dall'assessora Maria Luisa Chiofalo - le due donne, Michela e Debora, che avevano chiesto la sala consiliare di Cascina per il 21 gennaio proprio per celebrare la loro unione. Tanti sorrisi, felicità, fiori colorati oltre alle foto di rito.

Subito dopo si è riaccesa la polemica. Cascina aveva respinto la loro richiesta dicendo che per quel giorno la sala era impegnata. Ieri però il municipio di Cascina era chiuso e il Pd - qualcuno è andato anche a documentare con foto il portone chiuso - ha rinnovato la protesta contro l'atteggiamento della sindaca leghista Susanna Ceccardi. Anche Monica Cirinnà, la senatrice che ha dato il nome alla legge sulle unioni civili, si è rallegrata per l'unione. "Si potrà pure vergognosamente negare una sala ma non si potrà negare l'amore ", ha commentato Alessandra Nardini, consigliera regionale Pd. 

"Hanno scelto di sposarsi a Pisa? Rispetto la loro scelta - è il commento della sindaca Susanna Ceccardi - non condivido la legge Cirinnà, per cui non avrei celebrato la loro unione. L'hanno fatto a Pisa, così almeno si è conclusa questa storia che puzzava tanto di politicizzata e strumentale. Contenti loro, contenti noi".

Ma il Pd non molla la presa. "Il Comune di Cascina si mette fuori dalla storia italiana e lo fa con sotterfugi di basso profilo. La prima unione civile tra due cascinesi dello stesso sesso si è celebrata a Pisa, vista l'ostilità manifestata dagli amministratori cascinesi e visto che quegli stessi amministratori avevano negato l'utilizzo della sala del consiglio comunale per la cerimonia di registrazione. Il rifiuto della sala ha però trasformato una battaglia solo ideologica in un imbarazzante gioco a nascondino. Con un (quantomeno sospetto) colpo di fortuna proprio in quel momento il destino si è schierato dalla parte della sindaca Susanna Ceccardi, facendo coincidere un'irrimandabile iniziativa dell'assessore Luca Nannipieri con la celebrazione della prima unione civile. L'amministrazione ha preferito annullare il momento di felicità di due persone in favore dell'evento dell'assessore". La nota del Pd prosegue. "Gli amministratori hanno così informato la coppia che il 21 gennaio la sala sarebbe stata occupata per un evento culturale. L'importante convegno sembra però essere rimasto nel cassetto: nessun titolo, nessun relatore e nessun materiale di presentazione. E, a quel che è dato sapere, il 21 gennaio la sala è rimasta chiusa e buia per una sopraggiunta indisposizione di Nannipieri. Un'indisposizione di precisione chirurgica, che non gli ha impedito di essere in teatro la sera del 20 gennaio e pronto a ricevere ospiti a Casa Nannipieri nel pomeriggio del 21 gennaio. Peccato, sarebbe stato il secondo appuntamento promosso dall'assessore in sette mesi, dato che per ora si ricorda solo la discutibile assegnazione della cittadinanza cascinese a Magdi Cristiano Allam. Per il resto sono stati mesi di interventi pubblici di poco spessore".

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Nel Pisano

Rave party non autorizzato a Santa Luce, oltre 2mila persone nel bosco: scatta il piano di sicurezza – Video

di Matteo Scardigli