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Tinaia: contestati abusi edilizi
Il Comune notifica un’ordinanza alla proprietà dell’immobile dove sono ospitati migranti
CASCINA. Degli abusi edilizi emersi all’interno dell’agriturismo La Tinaia, trasformato in centro di prima accoglienza alla vigilia delle elezioni amministrative che poi hanno portato la Lega alla guida del Comune, si parla dal giugno scorso. La polizia municipale e il personale dell’ufficio tecnico, quando ancora era sindaco Alessio Antonelli (Pd), dopo esposti e proteste, avevano effettuato un sopralluogo per la verifica di opere edili realizzate nell’edificio situato in via Santa Maria dopo che la proprietaria aveva presentato in municipio una pratica per realizzare opere di manutenzione straordinaria, modifiche interne.
Nell’agosto scorso la polizia municipale è tornata per una seconda verifica. Sono state riscontrate difformità nella destinazione d’uso dei locali. In particolare le opere che non corrispondono al reale uso dei locali riguardano la cucina. Il locale per la distribuzione e la consumazione dei pasti è stato ricavato in un vano indicato come ricovero attrezzi. Queste ed altre difformità sono state ora “sanzionate”. Ieri mattina alla proprietaria dell’edificio è stata notificata un’ordinanza dirigenziale, firmata dalla responsabile dell’edilizia privata e attività produttive, in cui si chiede di ripristinare i luoghi per quei manufatti che non sono stati autorizzati o realizzati in maniera difforme dalle “carte” presentate in municipio. Anche in presenza di presunti abusi edilizi l’edificio è stato usato come centro di prima accoglienza per cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale e gestione dei servizi compresi. La prefettura nell’assegnare il servizio ha visionato le autocertificazioni dalle quali evidentemente non si evincono i problemi poi riscontrati in sede di verifica tecnica. Che la cucina avesse qualche problema era emerso anche dopo un sopralluogo dei Nas ma sembrava che tutto fosse stato sanato. La pratica finora era rimasta in un cassetto.
Ieri però - in questi giorni si torna a parlare di migranti e di progetto Sprar a cui Cascina ha rinunciato - la pubblicazione all’albo pretorio e la contestuale notifica ha riaperto la questione di cui peraltro anche la prefettura era a conoscenza. Dall’ordinanza si capisce anche che dalla documentazione presentata il Comune non può verificare l’idoneità alloggiativa dei locali abitativi in rapporto al numero degli ospiti che li utilizzano. Così ora la proprietà ha 90 giorni di tempo per provvedere alla rimozione delle opere contestate e per ripristinare i luoghi.
«Si tratta soltanto di attuare quello che prevede la legge in caso di abusi edilizi – commenta la sindaca Susanna Ceccardi – Gli uffici stanno controllando anche altre pratiche dando corso a provvedimenti ogni volta che saranno riscontrati illeciti. C’è da dire che dopo questa ordinanza dirigenziale sulla Tinaia si apre un problema. Se l’abuso edilizio non potrà essere sanato, il centro resterà senza cucina e refettorio. Chi lo gestisce dovrà dirci come intende procedere nella gestione e quali potranno essere le eventuali soluzioni».
La proprietà potrà ricorrere al Tar, ma potrà anche mettersi in regola con quanto chiesto dal Comune.
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