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Trentasette viaggi in Toscana in quattro anni
Secondo l’accusa Maniero andava dal dentista di Fucecchio a farsi consegnare parte dei soldi
FUCECCHIO. Trentasette viaggi da Brescia alla Toscana dal 2009 a metà del 2013. Viaggi di una giornata, non gite di piacere ma chilometri macinati da Felice Maniero e dalla compagna Marta Bisello per andare da Riccardo Di Cicco a farsi consegnare parte dei soldi. Lo scrive nell'ordinanza il giudice per le indagini preliminari di Venezia, Alberto Scaramuzza.
“Sono stati accertati a partire dal 2009 sino al 2013, escludendo i viaggi nei periodi estivi (solitamente anche più lunghi) o nel periodo natalizio, ben trentasette viaggi in giornata da Brescia alla Toscana, in Versilia o Altopascio: tali viaggi di durata così breve ad intervalli di tempo così stabili e ravvicinati sono inconciliabili con visite di mera cortesia e riscontrano la natura di viaggi inerenti il trasporto di somme di danaro oggetto di retrocessione a Maniero da parte di Di Cicco”.
È Marta Bisello, davanti ai pm veneziani, a chiarire che «quando ci recavamo in visita presso di loro (i Di Cicco), ho visto una o due volte un uomo che giungeva presso l'abitazione di mio cognato e che insieme a lui e Felice Maniero si recava in uno studio della casa a parlare, posso descriverlo come una persona di circa 50 anni di media statura, con capello scuro». Una descrizione, questa, che per i giudici corrisponderebbe alle fattezze del broker Michele Brotini.
I viaggi da Brescia alla Toscana proseguono fino alla metà del 2013, quando improvvisamente Di Cicco va in Svizzera a chiudere i conti. A raccontare questo passaggio è Morena Galasso, attuale compagna di Di Cicco, in una intercettazione telefonica nella quale la stessa Galasso racconta fatti e situazioni che per i magistrati rappresentano la conferma "del ruolo di riciclatore non solo del Di Cicco, ma anche e soprattutto del Brotini", si legge nell'ordinanza.
Riciclaggio da parte di Brotini in terra elvetica che, secondo Maniero, sarebbe ammontato a 11 miliardi di vecchie lire.
«Glieli portava giù la vecchia», dice Galasso al suo interlocutore, riferendosi chiaramente a Lucia Carrain, madre di Maniero, e confermando così quanto detto sia da Felice che dal cugino Giulio Maniero davanti ai pubblici ministeri veneziani. (ru.b.)
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