Il presidio
Sesso in carcere: nei guai detenuto e compagna
È successo nella sala dei colloqui dove si trovava anche un minore Gli agenti della polizia penitenziaria sono intervenuti e hanno bloccato i due
PISA. Nella stanza dei colloqui del carcere Don Bosco di Pisa in questi anni la giovane donna, madre di un bambino, era andata più volte.
Il suo compagno, poco più che ventenne, è finito in carcere con l’accusa di avere commesso alcune rapine in provincia di Pisa, in modo particolare in Valdera.
Insieme alla condanna per i colpi compiuti soprattutto ai danni di attività commerciali per il giovane è arrivata, è il destino dei detenuti, anche la condanna al celibato involontario. Così quella mattina, ormai di alcune settime fa, la coppia è stata protagonista di un fatto che si è concluso con una denuncia per entrambi per il reato di atti osceni in luogo pubblico.
Anche se l’incontro tra i due - non ne riveliamo il nome data la delicatezza della vicenda - è avvenuto nella stanzetta spoglia della casa circondariale Don Bosco, fredda e poco accogliente, la coppia lentamente si è lasciata andare ad effusioni, piuttosto intime e spinte fino al punto da cercare il piacere sessuale.
Insomma, sotto quel tavolaccio si è consumato un rapporto sessuale anche se non completo.
Le guardie del penitenziario che vigilano su quanto avviene nella stanza dei colloqui hanno notato qualcosa di strano. Che subito ha richiamato la loro attenzione in quanto stava capitando sotto i loro occhi un fatto da sanzionare. Sono quindi intervenuti, cercando di non creare problemi a un minore che era nella sala dei colloqui. Hanno bloccato i due che in un primo momento hanno cercato di giustificarsi. Il giovane voleva mostrare alla sua compagna, questa la versione fornita, un nuovo tatuaggio. Una volta che la situazione è stata interrotta nell’imbarazzo di chi deve poi giustificare cosa comporta la mancanza di una vita affettiva “normale”, i due si sono salutati.
Gli agenti della polizia penitenziaria hanno proceduto inviando la comunicazione di una notizia di reato alla Procura della Repubblica di Pisa che potrà procedere per il reato di atti osceni in luogo pubblico.
Ci sono poi altri aspetti legati alla presenza del minore che dovranno portare all’attivazione di percorsi di tutela con il coinvolgimento dei servizi sociali.
La storia è di quelle che si prestano ad essere raccontate per l’intervento che ha messo fine ad un improvvisato, imprevedibile "rapporto".
È c’è anche chi si chiede come i due abbiano potuto pensare di poter passare inosservati nella sala colloqui di un carcere, pur sapendo di poter contare su un tavolo divisorio, immaginato probabilmente come uno “scudo” protettivo.
Così con il passare dei giorni la notizia del rapporto sessuale avvenuto durante un colloquio in carcere ha “tagliato” le robuste pareti della casa di reclusione pisana, in via San Giovanni Bosco, fino ad arrivare in provincia dove, si sa, è facile sapere tutto di tutti.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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