Il Tirreno

Pontedera

Il settore abbigliamento soffre nonostante i saldi

Si calcola che le vendite con lo sconto genereranno in provincia un giro d’affari pari a quaranta milioni di euro, con 385 euro di spesa media per famiglia

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PONTEDERA. Poco entusiasmo dietro le vetrine dei negozi in questo periodo di saldi, anche in Corso Matteotti dove vecchi e nuovi esercizi cominciano ad azzardare un giudizio su questo fine di stagione.

Dati in qualche modo anticipati dalle varie organizzazioni che riuniscono i commercianti, come la Confcommercio, che proprio alcuni giorni fa aveva sviluppato, stime alla mano, un quadro a tinte fosche per i primi saldi nel 2017. Movimento c'è, basti considerare che i saldi in provincia di Pisa genereranno un volume d'affari di circa 40 milioni di euro, di cui tre quarti fuori dal capoluogo. La spesa stimata per famiglia dall’organizzazione, di 385 euro, è sicuramente positiva, anche se rischia di allinearsi ad un trend che, seppure lentamente, vede il commercio nell'area pisana calato nell'abbigliamento e nelle calzature rispettivamente del 5% e dell'8% in tre anni.

E andando in giro per negozi sul corso, infatti, i maggiori dubbi vengono dal settore della moda. Stime che accomunano realtà storiche ad altre nate da poco, come il negozio SeeMee, in cima al corso, dove la titolare, Liliana, lamenta un calo rispetto all'ultima stagione. «Sarà forse il freddo che non invoglia ad uscire di casa - spiega. - Ma in generale vediamo poche persone aggirarsi per il corso ed inevitabilmente questo si ripercuote anche sulle vendite. Noi, aperti da meno di un anno, possiamo azzardare stime solo in raffronto ai saldi estivi, ed anche in quel caso questa stagione non ha dato il massimo».

Osservazioni sul "giro" di persone in centro che ritornano qua e là, chiedendo ai commercianti, unite anche ad altre considerazioni che gettano uno sguardo di più ampio spettro: «Sul fronte dell'abbigliamento, si tende a spendere meno e bene, con una scala ben più definita di priorità. Non si compra qualcosa che piace passando per caso di fronte ad un negozio - dice Paola Favilli, titolare del negozio di abbigliamento Polette - A qualsiasi ora ed in qualsiasi giorno c'è meno gente in giro. Oltre a questo sta sfumando la separazione, fra stagione e fine stagione, c'è chi aspetta i saldi per comprare».

Si lamenta poi, come fatto di recente anche da Confesercenti, un arrivo dei saldi troppo a ridosso delle feste, ma anche una situazione generale che costringe i negozianti se non a fare veri e proprio saldi, ad effettuare sconti un po' tutto l'anno, per andare avanti ma anche per contrastare le grandi catene che come sempre si distinguono per gli sconti più generosi.

«Nove anni di crisi di consumi si sentono, ed il meccanismo dei saldi in qualche modo ne risente - spiega Manila Doveri, di Confesercenti Valdera - Si compra, ma spesso aspettando la fine della stagione. Si inceppa in questo modo il classico meccanismo delle aspettative, tanto da parte dei clienti che dei commercianti, che una volta accompagnava questi giorni».

Con alcune eccezioni, quando si guarda alle catene e all'abbigliamento rivolto ai giovani, come quello di "Scout", da dove danno «una buona valutazione alla stagione, specie i primissimi giorni», ma soprattutto si guarda ad altri settori, come le forniture tessili per la casa di Federighi, storico negozio sul corso, dove parlano di «un buon incremento delle vendite rispetto agli anni passati».

Nilo Di Modica

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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