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Buti, servita ai ragazzi a scuola la trippa del palio

Buti, servita ai ragazzi a scuola la trippa del palio

A Buti, non c'è palio senza trippa e non c'è trippa senza palio. La festa più amata dai butesi è legata a questo piatto tipico toscano, a Buti consumato nei giorni prima della corsa e in...

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A Buti, non c'è palio senza trippa e non c'è trippa senza palio. La festa più amata dai butesi è legata a questo piatto tipico toscano, a Buti consumato nei giorni prima della corsa e in particolare nella mattina del palio. Un piatto non facile da preparare, e per questo sempre meno utilizzato. Per questo il Comune di Buti ha pensato di portare per un giorno la trippa nelle scuole del paese. Ieri i bambini delle scuole dell'infanzia e primarie di Buti e Cascine hanno trovato un assaggio di trippa nei piatti della mensa, oltre al menu tradizionale. L'amministrazione comunale, in accordo con gli istituti scolastici, ha pensato di far vivere ai bambini un pranzo d'altri tempi, e anche la data scelta non è stata casuale. Il 17 gennaio viene festeggiato Sant'Antonio Abate, il patrono degli animali domestici a cui è dedicato il Palio di Buti. «La trippa è un piatto tipico della tradizione butese - dice l'assessore all'Istruzione, Paola Spigai - ci è stato tramandato dai nonni e così abbiamo pensato di tramandarlo alle giovani generazioni. È un piatto povero che riesce a rendere appetitosa la parte meno nobile del taglio dell'animale, e siamo consapevoli che non tutti i bambini ne avranno apprezzato il gusto così particolare. Siamo convinti però che anche questo sia un modo utile per mantenere vive le nostre tradizioni. Un ringraziamento va al gestore della mensa scolastica che ci ha concesso uno strappo alla regola». Alcuni bambini hanno mangiato volentieri la trippa, in questi giorni consumata soprattutto dai "grandi". La particolarità del Palio di Buti è proprio quella di servire la trippa a colazione, come facevano i "cavallai" butesi che portavano i propri cavalli al palio. La mattina del Palio alcune contrade (San Nicolao, San Rocco, San Francesco e La Croce) fanno rivivere questa tradizione, apprezzata dai butesi e dai golosi di mezza Toscana. Ogni contrada cucina circa 100 kg di trippa, servita insieme a noci, pecorino, ponce "a vela" e una bottiglia di vino rosso.

Lorenzo Lazzerini

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