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Posta a giorni alterni, la rabbia dei sindaci

Protesta congiunta dei primi cittadini del Lungomonte: «Purtroppo non possiamo fare niente»

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VICOPISANO. I sindaci del Lungomonte non condividono la scelta delle Poste di introdurre la consegna della posta a giorni alterni, ma dicono di non poter ostacolare il provvedimento.

«A fine dicembre - dicono i primi cittadini di Vicopisano, Buti, Calci, San Giuliano Terme, Vecchiano - è arrivata ai nostri uffici una lettera che comunicava che anche il nostro territorio rientrava all'interno di tale progressiva riorganizzazione, rimandando al sito poste italiane.it per l'elenco dei Comuni interessati e le relative tempistiche. Ad oggi, per i nostri Comuni il sito riporta ancora l'indicazione "data definitiva da definire". Apprendiamo tuttavia dai comunicati dei sindacati e dalle risposte dell'azienda che la nuova impostazione scatterà gradualmente da febbraio prossimo. Appena informati e nonostante il periodo festivo abbiamo cercato di capirne di più, ma abbiamo verificato come già fossero 2.500 i Comuni passati alla nuova impostazione del servizio».

«In buona sostanza - affermano i sindaci - Poste Italiane, ormai società di diritto privato sempre più lontana dalla funzione sociale di servizio pubblico un tempo ricoperta, ha deciso che a partire dal mese di febbraio 2017 sarà progressivamente implementato in ulteriori aree del territorio nazionale il nuovo modello di recapito a giorni alterni - Fase III, già avviato in alcune località da ottobre 2015 (Fase I) e da aprile 2016 (Fase II)».

Tale misura «prevede che ci sia consegna degli invii postali a giorni lavorativi alterni, dal lunedì al venerdì su base bisettimanale (lunedì, mercoledì e venerdì in una settimana - martedì e giovedì in quella successiva). La raccolta degli invii dalle cassette di impostazione sarà effettuata con la medesima frequenza sopra indicata, mentre restano invariate le attività di raccolta presso gli uffici postali».

«Il contrasto a queste manovre non poteva che essere svolto a livello centrale, nazionale - sottolineano i sindaci - Non si tratta di misure che possono essere contrastate dai singoli territori che invece le subiscono, anche perché sono prese all'interno della legittimità del quadro normativo. Non è un caso che pur riguardando tutti i Comuni in contemporanea non vi sia potuta essere azione di contrasto indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni del territorio provinciale. Lasciar credere il contrario ai cittadini significa voler strumentalizzare sul piano politico fatti di simile portata e qualifica di per sé chi tenta di affibbiare alle amministrazioni locali responsabilità in questa vicenda. Il gestore del servizio postale ha effettuato quindi una scelta che non possiamo contrastare, ma che tuttavia non condividiamo minimamente. Essa, infatti, oltre a poter avere effetti negativi sulla qualità del servizio, potrà portare a ricadute negative sotto il profilo occupazionale. Sul piano politico tuttavia condanniamo pubblicamente e con forza questa scelta e ci sentiamo di sostenere le lotte sindacali già intraprese in tal senso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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