Nuova ordinanza per la Soluzione srl
Riguarda alcuni presunti illeciti edilizi. Il sindaco di Castelnuovo risponde all’interrogazione di “Obiettivo comune”
CASTELNUOVO. Dopo l’ordinanza di chiusura attività che il sindaco di Castelnuovo Valdicecina, Alberto Ferrini, ha firmato nelle scorse settimane dando tempo fino al 16 gennaio al titolare dell’attività la Soluzione srl di mettersi in regola e di separare la parte destinata a magazzino da quella per la vendita al dettaglio, il Comune sta per firmare un’altra ordinanza per alcuni presunti illeciti edilizi.
Nel 2014 il Comune ha rilasciato una licenza di vendita al dettaglio all'azienda che commercializza materiali provenienti da tutte le parti d'Italia, in particolare dai magazzini delle varie forze dell'ordine e della Croce Rossa.
La polizia municipale, come si ricorderà, dopo che l'area era stata sequestrata, ha accertato che l'azienda ha alcune criticità anche dal punto di vista amministrativo, che svolge negli stessi spazi sia la vendita al dettaglio che all'ingrosso e per questo al titolare è stato chiesto di realizzare alcuni adeguamenti di carattere strutturale. Se il titolare avrà ottemperato a quanto chiesto nell’ordinanza, eviterà la chiusura. Su tutta questa storia, che dura da 20 anni, il gruppo consiliare "Obiettivo comune" ha presentato un’interrogazione.
«Un periodo lunghissimo di tempo durante il quale, a più riprese, sono state condotte indagini e si sono prodotti pronunciamenti della magistratura sul tema fondamentale: cioè se i materiali depositati siano da considerarsi o meno come rifiuti», dice il sindaco che spera che sul punto possa esserci quanto prima un chiarimento definitivo.
«La nostra amministrazione attuale si muove né più né meno come le amministrazioni precedenti offrendo massima e piena collaborazione con chi svolge i controlli e le indagini per poi attenersi scrupolosamente alle decisioni della magistratura», aggiunge Ferrini.
Sulle irregolarità in materie di competenza del Comune (ad esempio commercio e urbanistica) sono stati aperti procedimenti amministrativi. «Ricordo inoltre che le recenti indagini non sono un fatto nuovo poiché fanno seguito ad iniziative analoghe del 2000-2001 e poi nel 2008 quando fu ordinato addirittura un sequestro e fu poi ordinato il dissequestro da parte del giudice. Proprio come avvenuto nel recente autunno 2016», prosegue Ferrini che puntualizza un ulteriore aspetto: «Non risulta da parte delle precedenti amministrazioni l'adozione di atti di ordinanza attestanti che i materiali di vendita della "Soluzione" dovessero essere trattati come rifiuti. E finora «né io né gli altri sindaci abbiamo mai emesso provvedimenti di merito, poiché la magistratura sia negli anni trascorsi sia nel 2016 (salvo quanto dirà la Cassazione) ha sempre ordinato il dissequestro peraltro esprimendo valutazioni e pronunciamenti netti».
Infine, un appunto ad Apart. «Sappiamo ufficiosamente che si sono svolte indagini Arpat, ma quest’ultima non ha mai trasmesso atti al Comune. Ritengo poco seria l'affermazione secondo cui tale ordinanza sia stata prodotta su pressione di una troupe televisiva poiché il relativo procedimento amministrativo è stato avviato il 3 novembre seguendo il normale iter di legge».(s.c.)
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