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Piaggio, i sindacati vanno in ordine sparso

Giacomo Pelfer
Roberto Colaninno, presidente della Piaggio
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Roberto Colaninno, presidente della Piaggio

Richieste diversificate in vista dell’incontro con Colaninno. Martedì 24 il vertice con il presidente: si parlerà di strategie e futuro del Gruppo

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PONTEDERA. Per alcuni sarà prima di tutto un incontro per ascoltare più che per proporre. Mentre per altri, Uilm in testa, sarà anche l'occasione per avanzare qualche richiesta in favore dello stabilimento madre di Pontedera, a cominciare dal ritorno del Liberty e magari del Medley, almeno per il mercato europeo, con l'obiettivo di riportare ossigeno anche all'indotto. Questioni su cui i sindacati hanno per il momento idee diverse, anche se il primo passo verso il futuro, per tutti, sarà quello di capire numeri e prospettive del gruppo direttamente dalla bocca del presidente Roberto Colaninno.

È fissato per martedì 24, infatti, l'appuntamento tra i sindacati locali e nazionali con il presidente del gruppo Piaggio. Un incontro inizialmente previsto a dicembre e poi rinviato, che servirà a conoscere strategie e prospettive che attendono l'azienda della Vespa insieme a quelle di Moto Guzzi e Aprilia.

«Sarà un incontro informativo, interlocutorio, dove ci siederemo soprattutto per ascoltare - dice Marco Comparini, segretario provinciale di Fiom Cgil -. In base ai programmi che ci verranno illustrati, ci incontreremo tra noi sindacati per costruire una piattaforma comune, decidendo quali richieste avanzare».

Due, in particolare, i nodi che Colannino dovrà sciogliere secondo la Fiom: «Innanzitutto il tema della crisi - aggiunge Comparini - per capire come si può agganciare la ripresa e vedere se i segnali positivi saranno confermati. In secondo luogo, capire se ci sono le condizioni per portare più produzione a Pontedera almeno per saturare gli impianti. Infine, c'è un aspetto di politica industriale che investe l'indotto: quello di aumentare il numero di componenti che vengono prodotti in Valdera».

Più netta, invece, la posizione della Uilm: «La nostra idea è semplice - risponde il segretario Benedetto Benedetti - ed è quella di riportare la produzione a Pontedera, perché ci sono modelli, come il Liberty e il Medley, che almeno per il mercato europeo possono tranquillamente essere prodotti da noi. Questo anche e soprattutto per l'indotto. Poi, da parte nostra, siamo pronti a metterci a sedere per parlare di tutto, ma vorremmo anche capire se nella scelta di produrre in Vietnam ci sono solo ragioni economiche o se esistono anche motivi politici».

Al contrario, secondo il segretario provinciale della Fim Cisl, Claudio Garzotto, è sbagliato «pensare che la crisi della Valdera debba risolverla Colaninno e soltanto lui». L'idea, piuttosto, è quella di portare il Gruppo al passo con i tempi, salvaguardando meccanica e ricerca. «Ci siederemo per sapere com'è andato il 2016 e cosa ci aspetta nel 2017 - dice Garzotto - per poi cominciare a costruire un contratto di secondo livello. La nostra filosofia è quella di guardare alla Piaggio con occhi diversi, rendendoci conto che il ciclo industriale è finito e che robotica ed elettronica sono sempre più presenti. Per mantenere l'occupazione non si può più pensare di aumentare gli addetti sulle linee produttive. Da questo punto di vista vogliamo sapere quali sono le prospettive del Gruppo. Perché servono investimenti e cambiamenti che andranno a modificare il modo stesso di lavorare. Anche l'indotto dovrà rendersi autonomo e riuscire a proporre innovazione. Per farlo, però, serve il coraggio di credere nel futuro».
 

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