Il Tirreno

Pontedera

Padre e figlio indagati per la morte di Cioni

di Sabrina Chiellini
Padre e figlio indagati per la morte di Cioni

Secondo gli investigatori, erano a bordo del furgone che travolse e uccise il giovane di Ponte a Egola a dicembre

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SAN MINIATO. Ci sono due indagati per la morte di Raghi Cioni, il giovane di 30 anni travolto e ucciso dal conducente di un mezzo che poi si è dileguato, senza prestare i soccorsi e lasciando la povera vittima agonizzante, lungo l’asfalto di via Maremmana, al freddo di un tardo pomeriggio di metà dicembre.

Le indagini dei carabinieri della compagnia di San Miniato da quella maledetta sera non si sono mai fermate. Con il coordinamento della Procura di Pisa e del magistrato Giovanni Porpora sono stati svolti una serie di accertamenti in più direzioni che hanno portato ad emettere due avvisi di garanzia nei confronti di padre e figlio, entrambi residenti nel comune di San Miniato in un luogo che peraltro non è molto distante dal luogo della tragedia.

Secondo le indagini, il mezzo che ha travolto e ucciso lo sfortunato Raghi, che era in sella alla sua bicicletta e stava tornando a casa a Ponte a Egola, è un furgone, come era stato ipotizzato fin dai primi momenti dell’incidente sulla base di alcuni frammenti e detriti che erano stati trovati sulla carreggiata nel punto dell’impatto con la bicicletta. Questi primi indizi e altri che sono stati messi insieme in queste settimane dai carabinieri hanno consentito di rintracciare il furgone che avrebbe travolto il ciclista e che si trova sotto sequestro. Risulta di proprietà di un’azienda agricola che ha sede nella campagna di San Miniato.

Il mezzo finito sotto sequestro è comunemente in uso a padre e figlio i quali, anche dopo avere ricevuto l’avviso di garanzia ed essere stati indagati per omicidio colposo, negano ogni responsabilità. Almeno in questa prima fase risulta che il loro atteggiamento non sia stato molto collaborativo.

Una telecamera situata nella zona ha ripreso il passaggio del furgone la sera dell’incidente stradale. Ora i proprietari del mezzi danno una spiegazione dei danni che sono stati trovati sulla carrozzeria piuttosto articolata ma poco compatibile, secondo quello che è l’esito delle indagini, con la realtà.

Il furgone sarà quindi sottoposto a una serie di accertamenti tecnici da parte del Ris, reparto investigazioni scientifiche di Roma, partendo dagli elementi già acquisiti e che la Procura ha deciso di sottoporre a nuove e più mirate analisi.

Anche se la notizia non è stata confermata in maniera ufficiale, da quanto si apprende il quadro indiziario è abbastanza chiaro.

In queste settimane i carabinieri di San Miniato, in modo particolare nelle ore successive all’incidente mortale, non hanno mai smesso di dare la caccia all’automobilista pirata. Chi pensava e sperava in un atto di pentimento di quest’ultimo è rimasto deluso. Ma la macchina della giustizia farà il suo corso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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