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Denunciati in sette per una truffa con gli smartphone
Utilizzando copie dei documenti del cliente di un negozio avevano ritirato e usato telefonini di ultima generazione
BIENTINA. Ci sono anche due donne tra le sette persone denunciate, che risiedono a Collesalvetti, Lucca, Calcinaia e Bientina, per un raggiro cominciato in un negozio di telefonia a Bientina.
Con documenti falsi il raggiro è stato portato a termine, forse anche grazie alla leggerezza di chi non ha visto che la carta di identità fornita era contraffatta. Ma quel documento è servito ad attivare due utenze e a ritirare due cellulari di ultima generazione. Al termine delle indagini i carabinieri di Bientina hanno denunciato all'autorità giudiziaria sette persone, ritenute responsabili dei reati di truffa e ricettazione. I nomi non sono stati resi noti.
Le indagini hanno preso il via a seguito della presentazione di una denuncia querela da parte di un abitante del luogo, di 47 anni. il quale si era visto recapitare alcune fatture per il pagamento di contratti di telefonia mobile a suo nome, mai da lui attivati e dei quali risultava completamente estraneo. Il cittadino ha prima cercato di capire cosa era successo. Dalla stessa documentazione che il gestore telefonico "3" gli ha inviato è emerso che aveva ricevuto in comodato d’uso due smartphone di ultima generazione, anche se lui non li aveva mai ritirati. Gli accertamenti condotti dai carabinieri hanno consentito di documentare l’uso indebito di copie dei documenti del querelante, utilizzati per accendere i contratti con le società telefoniche con il contestuale ritiro dei telefoni cellulari, poi ceduti ad altre persone. A seguito della perquisizione domiciliare eseguita a carico di uno degli indagati, una donna, è stato rinvenuto e posto sotto sequestro uno dei due telefoni cellulari. Sono in corso ulteriori accertamenti per risalire anche a chi materialmente ha ritirato i telefoni.
Tutte le persone che hanno avuto a che fare con i vari passaggi dei due telefoni al centro della vicenda sono state denunciate per ricettazione.
Non è il primo caso che si verifica in provincia di Pisa e questo - sottolineano gli inquirenti - è legato anche alla mancanza di adeguati controlli e verifiche nel rilascio delle sim telefoniche. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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