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Pontedera

La protesta: «Rispedita a casa come un pacco»

«Hanno rispedito mia suocera a casa come se fosse un pacco postale. Senza una lettera di dimissione dall’ospedale, senza la tessera sanitaria e i medicinali. E la sera le è tornata la febbre alta»....

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«Hanno rispedito mia suocera a casa come se fosse un pacco postale. Senza una lettera di dimissione dall’ospedale, senza la tessera sanitaria e i medicinali. E la sera le è tornata la febbre alta». È lo sfogo di Roberto Fadda, che vive a Casciana Terme e denuncia quanto accaduto all’ospedale Lotti di Pontedera. La donna era stata ricoverata nel reparto di medicina 2, in seguito a un malore: «Stiamo vivendo un momento difficile, anche mio suocero ha problemi di salute ed è in cura temporaneamente alla casa di riposo di Ponsacco. Quindi tutta l’organizzazione familiare è fatta di incastri e difficoltà quotidiane. Martedì pomeriggio, intorno alle 18, ho visto arrivare l’ambulanza a casa. A bordo c’era mia suocera. Ma nessuno ci aveva avvertiti, il mio telefono non ha mai squillato. Non si dimette una donna in quelle condizioni». Secondo Fadda l’anziana aveva ancora la febbre: «Il personale dell’ospedale sostiene che quando l’hanno mandata via non l’aveva più. Ma la sera ho dovuto chiamare nuovamente il medico di famiglia, perché la temperatura era altissima». Ma il punto è anche un altro: «Io avevo lasciato sul comodino in ospedale la tessera sanitaria di mia suocera e alcuni medicinali. Ma quando lei è arrivata a casa in ambulanza non aveva con sé niente di tutto questo. Vorrei sapere dove sono finiti, qualcuno me lo deve spiegare. Così come mi aspetto un chiarimento sulle modalità di dimissione: stamani (ieri, ndr) sono andato in ospedale a Pontedera, ma nessuno - conclude Roberto Fadda - è stato in grado di darmi delle risposte. Che io pretendo».

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