Meteo
Il tour di Arisa debutta stasera al Politeama
La cantante: «Sarà un viaggio a ritroso nella mia musica, con qualche sorpresa per il pubblico»
CASCINA. Chi è davvero Arisa? Questa donna misteriosa, sfuggente, abituata a fronteggiare immense platee eppure timida, introversa, probabilmente assai fragile, in equilibrio precario sulla lunga corda dello show business, su cui si muove con eleganza, spesso con astuzia, a volte con ingenuità, ben sapendo che non sempre là sotto c'è una rete di sicurezza. Al telefono sembra particolarmente introversa, anche se tenace e ispirata.
Ti racconta del suo nuovo tour teatrale, "Voce 2017", che parte stasera (ore 21) dalla Città del teatro e della cultura di Cascina, e ti dice, con voce lenta, riflessiva, che questo è «un tour molto speciale, ci ho lavorato per diversi anni. La dimensione teatrale è molto adatta al mio spettacolo. Il teatro fa sì che si combinino umori, emozioni, una preziosa tridimensionalità. E il pubblico diventa davvero parte dello spettacolo - in maniera molto più intensa che in uno stadio. Siamo in "pochi", dal palco si può dare a tutti lo stesso benvenuto, lo stesso calore. E puoi muoverti, scender giù, salutare la gente durante il concerto... adoro condividere. Sono davvero io solo quando canto». Rosalba Pippa, in arte Arisa, genovese (1982), "due Sanremo vinti, qualche disco di platino in passato", scrisse lei stessa, lo scorso giugno, in un post polemico su Facebook che fece scalpore e un botto di condivisioni, in cui lamentava il disinteresse dei grandi eventi musicali nei confronti della sua musica (la frase più tagliente, più dolorosa: "Certo è che come Mimì non mi ci faranno finire").
Abituata a lottare (da sola), sa analizzare col giusto distacco le sue stesse orme: «Purtroppo, o per fortuna, la popolarità me l'ha data in gran parte la televisione, assieme a cose collaterali che ho fatto oltre la musica. Non mi capire male, non voglio sparare contro la tv: non sono abituata a sputare nel piatto dove mangio. X Factor? Ci sono stati momenti belli e momenti brutti. Ho visto il talento in giovani artisti, e questo è stato bello. Ma - e questa è colpa mia - troppo spesso mi sono dimenticata che un talent è una gara di cui fanno parte anche i giudici, e che se decidi di stare su un ring devi combattere».
Il tour. «Con la band proviamo da giorni, al teatro di Cascina. Mi piace avere una visione d'insieme dello spettacolo, costruire col mio staff delle piccole magie. Mi piace lo spettacolo, vestire le canzoni. Per la prima volta riesco a farlo in maniera consapevole e soddisfatta». Lungo "Voce 2017" l'accompagneranno Giuseppe Barbera (piano), Placido Salamone (chitarre), Alessio Graziani (tastiere e cori), Naif (polistrumentista e cori), Sandro Rosati (basso), Giulio Proietti (batteria). I suoi successi, la sua storia artistica. Una lunga carrellata «che vuole raccontare chi sono, da dove provengo». Lo è anche il suo nuovo disco, il "best of" "Guardando il cielo". Lo consiglia a modo suo: «Quando amo un musicista, di solito non inizio da un "best of", mi prendo i suoi cd dal primo all'ultimo. Ma è anche vero che un disco che raccoglie le cose migliori permette di farsi rapidamente un'idea. Un efficace biglietto da visita, insomma. A chi interessa, questo è il mio».
Andrea Lanini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
