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Assoconciatori lascia l’ente degli industriali pisani e pensa di passare a quello di Firenze

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SANTA CROCE SULL’ARNO. Duecento aziende escono dall’Unione industriale pisana. Sono quelle iscritte all’Associazione conciatori di Santa Croce sull’Arno che ha mandato la disdetta di adesione negli ultimi giorni dell’anno appena concluso. In apparenza una decisione “soft”, frutto di interessi diversi tra i produttori di pelle per le griffe e il resto dell’economia pisana. In realtà, ci sarebbe un’insofferenza concreta rispetto alla decisione di affidare la presidenza dell’Unione industriale pisana alla figlia di Pierfrancesco Pacini, Patrizia, già presidente di tutti gli enti possibili e immaginabili in provincia, compresa ovviamente l’Unione industriale pisana. E, in generale, rispetto allo spostamento verso Pisa dei posti che contano nel consiglio d’amministrazione. L’uscita di Assoconciatori, tra l’altro, potrebbe aprire la strada verso il passaggio alla Confindustria fiorentina, dove ci sono settori come i pellettieri e i calzaturieri, molto più affini agli interessi del settore pelle e cuoio.

«In effetti a Firenze avremmo più elementi in comune con gli imprenditori della filiera - ammette il vice presidente di Assoconciatori ed ex vice presidente dell’Unione industriale pisana, Alessandro Francioni - Ma non stiamo valutando nulla rispetto a questa eventualità». Anche se non c’è ancora nulla di concreto, però, ci sarebbero già stati incontri tra i vertici dell’associazione di Santa Croce sull’Arno e la Confindustria fiorentina. «Siamo autonomi e operativi - riprende Francioni - così come lo siamo sempre stati, senza dove per forza ricorrere all’aiuto di enti come l’Unione industriale pisana. È stata una scelta senza polemiche e porte sbattute. Semplicemente abbiamo deciso di uscire perché non trovavamo particolari vantaggi a rimanere in un ente composto da settori con cui abbiamo poco da spartire».

Tra l’altro, Assoconciatori fa parte dell’Unione nazionale industria conciaria (Unic) che, a sua volta, è associata a Confindustria. «Per cui il legame con l’associazione degli industriali viene mantenuto - aggiunge il conciatore, uno dei personaggi più significativi del comparto conciario toscano - ed è quello ciò che conta. Del resto, siamo stati fuori per quarant’anni dall’Unione industriale pisana e da poco più di una decina eravamo rientrati. Possiamo tranquillamente tornare a starne fuori senza risentirne minimamente».

Una presa di posizione che, nell’ambiente industriale pisano, non può lasciare indifferenti. Prima dell’elezione di Patrizia Pacini a capo dell’Unione industriale pisana, ci sarebbero state trattative e tentativi di assegnare la presidenza a un rappresentante conciario. Situazione smentita da Francioni: «Tant’è vero che nessuno di noi si è candidato».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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