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Nel ’95 altro omicidio, sempre il 9 gennaio

Nel ’95 altro omicidio, sempre il 9 gennaio

Il 9 gennaio è una data triste per Volterra. Il 9 gennaio 1995 Leonardo Bianchi, poi condannato a 20 anni di reclusione, uccise la moglie . La coppia viveva, da tempo, come separata in casa. Anche le...

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Il 9 gennaio è una data triste per Volterra. Il 9 gennaio 1995 Leonardo Bianchi, poi condannato a 20 anni di reclusione, uccise la moglie . La coppia viveva, da tempo, come separata in casa. Anche le camere da letto erano divise. Finché Silvana Baragatti, che faceva l'infermiera nell'istituto per anziani di Volterra, venne uccisa. La mattina dell'omicidio Leonardo Bianchi si era costituto dai carabinieri di Volterra, presentandosi con la pistola con cui le aveva sparato. «Ho aspettato che mia figlia uscisse di casa. Poi ho ucciso mia moglie con questa pistola, arrestatemi», aveva confessato arma in pugno. I militari andarono di volata nell'appartamento di via dei Sarti, al numero 32. E qui trovarono il cadavere della moglie. Era morta con tre proiettili sparati alla nuca, da una distanza di pochi centimetri. L'uxoricida raccontò di aver aperto la porta della camera da letto dove dormiva la donna, di aver caricato la sua “Smith & Wesson” calibro 38 e aver fatto fuoco. Questione di attimi e, secondo le prime ricostruzioni, Silvana Baragatti era morta nel sonno. Passarono dei mesi. L'uomo uscì dal carcere in attesa del processo per uxoricidio. Ma la sua permanenza a Volterra non durò molto. Scappò all'estero. Nonostante le ricerche se ne persero le tracce fino a quando non venne arrestato al confine tra la Grecia e la Turchia per un’altra vicenda.

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