Il Tirreno

Pontedera

Il 2017 inizia con una saracinesca abbassata

Ponte a Egola: chiude dopo quasi mezzo secolo di attività la macelleria di Mauro Angiolini

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PONTE A EGOLA. Addio a bistecche e salsicce all’angolo fra via della Gioventù e Leporaia: il macellaio Mauro Angiolini va in pensione, e chiude bottega. Questo è ciò che a Ponte a Egola si è portato via il 2016, nell'ultimo giorno dell'anno in cui tante ditte chiudono il bilancio. «Basta ciccia: dopo tanti anni vado in pensione!».

Ne sono passati 45, da quanto giovanissimo Mauro aprì il suo negozio. Una piccola bottega di quartiere, letteralmente "dietro l'angolo", alla quale tanti sanminiatesi e residenti nella frazione si erano affezionati, all'interno della quale il lavora il suo titolare era iniziato da giovanissimo, fresco fresco di servizio militare. «Avevo 21 anni - racconta vagando nell’archivio dei ricordi. - Nel giro di pochi mesi cambiai tutto nella vita: a settembre tornai dal servizio militare, a ottobre mi sposai e a novembre aprimmo la macelleria. Il paese all'epoca finiva poco più in là del negozio, era il 1971».

«Mentre eravamo in viaggio di nozze chiamavamo, per sapere come stavano procedendo i lavori - ricorda, con un sorriso, la moglie Donatella. Nel mezzo tanti ricordi belli e brutti, molti clienti e soprattutto un bel po’ passioni, nate e maturate in parallelo a un’attività che a dire il vero, fra cene e pranzi di paese, di sicuro è stata utile nel tempo libero, fra carni scelte con cura. E fra questi svaghi, su tutte, posti d'eccellenza sono state e sono ancora il calcio e l'associazionismo: due campi in cui Angiolini ha fatto la parte del leone per chi ha buona memoria, fra una presidenza del Tuttocuoio e una del Ponte a Egola, fino all'impegno al vertice del circolo Arci di Corazzano.

Ma il lavoro, quello fra bottega e frigo, è ciò che ha riempito una bella fetta della vita di Angiolini, che ultimamente aveva anche provato a passare il testimone a qualche giovane. «Io se potessi continuerei, ma è venuto il momento di lasciare e godersi un po' di riposo - racconta. - Abbiamo provato a cercare qualcuno disposto ad prendere le redini di questa attività, che non va affatto male. Qualcuno che potesse affiancarci qualche tempo, per imparare il mestiere e guadagnarsi un posto di lavoro che, di questi, tempi, non è affatto scontanto. Ma forse i giovani di oggi hanno altri interessi. Io aprii da giovanissimo, oggi a vent'anni si pensa ad altro». Di qui la decisione di chiudere, sabato sera, ultimo giorno dell'anno. «Quello che mi preme è ringraziare tutti i miei clienti - dice. - A loro va il mio pensiero oggi che ho deciso di lasciare. Grazie. Grazie a tutti coloro che in tutti questi anni sono venuti qui in bottega per comprare carne di buona qualità e magari fare due chiacchiere. Mi hanno permesso di fare il mio lavoro, che sicuramente mi mancherà».

Nilo Di Modica

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