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Vigili in agitazione «Promesse non mantenute»

CASCINA. La polizia municipale di Cascina è di nuovo sul piede di guerra. «È oramai storia la condizione di disagio vissuta dalla polizia municipale, dalla nota vicenda dell'ex comandante Bulleri,...

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CASCINA. La polizia municipale di Cascina è di nuovo sul piede di guerra. «È oramai storia la condizione di disagio vissuta dalla polizia municipale, dalla nota vicenda dell'ex comandante Bulleri, demansionato illegittimamente e costato circa 80.000 euro ai cittadini, e per il quale nessuno è stato considerato responsabile, e le successive nomine di comandanti e riorganizzazioni che si sono susseguite non hanno portato alcun miglioramento del servizio». è quanto afferma il sindacato Diccap Sulpm.

«Nonostante gli abitanti di Cascina abbiano ormai raggiunto le 45.000 anime, l'organico presenta lo stesso numero degli addetti da circa 10 anni con una richiesta di servizi fortemente aumentata. Con la vittoria delle elezioni, la Lega Nord aveva dato ampie rassicurazioni sul suo futuro ma che al momento sembrano solo esistere nelle parole ma non nei fatti: tante belle promesse, ma ad oggi nessuna di queste è stata mantenuta. Nel corso dei mesi scorsi la nuova amministrazione ha cancellato 2 posti nella pianta organica della Municipale e con parte di tali risorse ha pagato un funzionario amministrativo di altro settore, sono stati tagliati i fondi per l'abbigliamento (operatori con capi di vestiario al limite della decenza), il comando ha automezzi e attrezzature fortemente usurate e i locali versano in condizioni igieniche molto precarie. Vi sono inoltre applicazioni da parte della parte pubblica di istituti contrattuali difformi dai contratti di lavoro per i quali è in corso di valutazione un' azione legale». Il sindacato ritiene questo inconcepibile, «specie dopo tutti gli incontri effettuati tra l'amministrazione e le rappresentanze sindacali; addirittura un ultimo di questi davanti ad un funzionario della Prefettura nei quali gli amministratori dichiaravano che i problemi sarebbero stati risolti. Purtroppo alla data odierna le problematiche sono ancora tutte insolute». Atti concreti? «Non pervenuti. Gettando così più di un'ombra sul positivo evolversi della situazione. E' tutt'ora ' in atto lo stato di agitazione».

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