Il presidio
Rave all’interporto: il supercondominio respinge le accuse
L’amministratore Sedoni: «Abbiamo pulito le aree comuni Per la sbarra serve l’autorizzazione dell’amministrazione»
SAN MINIATO. Sono bastate poche ore, dopo la conclusione del rave party all'interporto di San Donato, che subito è iniziato il dibattito su un'area che da troppo tempo attende un futuro. Un'area che con i suoi scheletri di cemento continua a regalare il biglietto da visita di una zona che sembra la terra di nessuno. Ad aprire la disputa, già ieri, era stata l'ex assessore Manola Guazzini, che la scorsa primavera, prima della defenestrazione, si era occupata della convenzione con il supercondominio interporto, che riunisce i vari proprietari dell'area. Convenzione che prevede una serie di impegni nel campo della manutenzione, della pulizia e della regimazione idraulica. Ed è sul rispetto di quella convenzione che Guazzini ha puntato il dito. Parole a cui fanno eco le dichiarazioni del sindaco Vittorio Gabbanini, il quale, senza farsi illusioni sulla sua efficacia, ricorda comunque che in quella convenzione era prevista anche l'installazione di una sbarra.
«Ovviamente non sarebbe bastata a fermare il rave - dice Gabbanini - però l'area avrebbe dato quanto meno un'impressione e un impatto diverso. Da questo punto di vista il supercondominio si deve attrezzare». Parole che non sono piaciute agli amministratori e tecnici che sovrintendono al supercondomionio interporto: «Perché la politica, ancora una volta, non perde occasione per cercare di scaricare le responsabilità sugli altri», risponde Massimiliano Sedoni, amministratore del supercondominio, che rispedisce al mittente le critiche di Guazzini e le parole del primo cittadino. «Chi ci accusa di non aver rispettato la convenzione è un po' disinformato - dice -. Partiamo col ricordare che quella è una strada pubblica e che siamo di fronte ad un'anomalia, perché in base alla convenzione sarà un condominio a dover chiudere una strada comunale. Ad ogni modo, rispettando gli impegni presi, già nel mese di luglio avevamo presentato il progetto della sbarra. Nel mese di agosto il Comune ha chiesto alcune integrazioni, che il nostro referente tecnico ha depositato a settembre. Da allora non abbiamo ancora ricevuto l'autorizzazione per mettere la sbarra: fino a quando non ci sarà un passaggio formale non possiamo fare i lavori».
«Detto questo - aggiunge - noi abbiamo tutto l'interesse a farle le cose. Del resto abbiamo già ottemperato al taglio dell'erba, oltre a ricavare e ripulire l'ex rio Fratuccio che negli anni aveva sollevato diverse lamentele da parte dei residenti. Quanto accaduto con il rave party è una cosa anche per noi arrivata all'improvviso, dispiace che si vogliano addossare delle responsabilità».
Intanto, il curatore fallimentare della Santa Croce 2010, società proprietaria del capannone, ha provveduto a sporgere denuncia, effettuando un sopralluogo lunedì mattina per valutare la situazione. Il tutto nella speranza che il grande complesso, prima o poi, possa interessare a qualcuno.
«Alla fine di gennaio - spiega Sedoni - gli immobili della Santa Croce 2010 andranno tutti all'asta. Vediamo se ci sarà interesse. Per il resto il supercondominio va avanti per quello che può».
Giacomo Pelfer
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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