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Ora “La Soluzione” si difende lasciando volantini nei bar
Il titolare dell’azienda finita nel mirino della magistratura lamenta attacchi ingiustificati: «Pensiamo alla chiusura»
CASTELNUOVO VALDICECINA. Il blitz delle forze dell’ordine, il servizio di Striscia la notizia, l’ordinanza del Comune di adeguare la struttura e le polemiche in paese, anche per la concorrenza sleale che toglierebbe lavoro alle attività commerciali della zona. A cui Idilio Masi, titolare della ditta La Soluzione, risponde con due pagine scritte in maiuscolo e distribuito in alcuni bar di Castelnuovo Valdicecina promettendo, tra l’altro, di tutelarsi legalmente contro attacchi che ritiene ingiustificati.
È l’ennesima puntata di una storia che va avanti da anni. Con La Soluzione da una parte e un buon numero d’imprenditori dell’altra. In mezzo ci sono gli articoli recuperati dallo Stato e dalla Croce rossa e venduti a prezzi bassi da Masi. «Ai signori commercianti che si lamentano della mancanza di lavoro addebitando a noi le loro lacune commerciali, diciamo che la concorrenza non si fa né su Facebook, né sul Tirreno, né su Striscia la notizia - si legge nella sorta di documento distribuito in paese - Né tantomeno tramite il Comune, polizia, ecc... Ciò che questi enti possono fare contro di noi durerà quanto un gatto sull’Aurelia».
Per quanto riguarda i prezzi bassi praticati dalla ditta La Soluzione, nelle due pagine scritte dall’azienda si spiega che «derivano dal costo dei prodotti all’origine, dai quantitativi acquistati e dalla politica aziendale che cerca di andare il più possibile incontro alla clientela. Anche se ciò viene presentato come una colpa. Quindi dovremmo aumentare i prezzi solo per favorire i pochi commercianti a scapito di molti cittadini...». E ancora: «L’emorragia di chiusure delle attività commerciali è nazionale, non certo colpa della nostra azienda. È dovuta a norme, regolamenti, leggi e tasse che colpiscono in maniera insostenibile le piccole imprese senza possibilità di contrasto».
Insomma, due pagine destinate ad acuire le polemiche attorno a una realtà commerciale che dal 2008 è al centro di vicende legate a controlli e sequestri delle forze dell’ordine. Nel documento vengono riportati tutti gli episodi che, al momento, non hanno portato a provvedimenti nei confronti dell’azienda di Castelnuovo Valdicecina.
«Operiamo in 11 regioni e 19 province, al 99% per strutture dello Stato - prosegue il documento - ma la continua pressione ci fa sempre più avvicinare alla decisione di chiudere questa azienda che, contrariamente alle tendenze nazionali, non ha né crisi di lavoro o di altro genere». (a.q.)
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