Il presidio
Bonifica di due aree con residui di amianto
POMARANCE. Residui di vecchi vapordotti da smaltire. In poche parole, amianto da bonificare. Due i luoghi del ritrovamento, entrambi a Larderello. Uno si trova a Valle secolo in un terreno di...
POMARANCE. Residui di vecchi vapordotti da smaltire. In poche parole, amianto da bonificare. Due i luoghi del ritrovamento, entrambi a Larderello. Uno si trova a Valle secolo in un terreno di proprietà di un’azienda agricola. L’altro in via Nasini e appartiene a Enel Green Power. In tutti e due i casi, il Comune ha pubblicato un’apposita ordinanza destinata a Enel che si occuperà della bonifica della zona e dello smaltimento del materiale.
Sono gli ultimi due episodi di un’operazione complessiva che prosegue da una decina d’anni e che ha per obiettivo la completa bonifica del territorio dall’amianto. «Enel spende una cifra compresa tra i 3 e i 4 milioni l’anno - spiega il sindaco di Pomarance, Loris Martignoni - per questo progetto che punta, nel giro di cinque anni al massimo, a eliminare del tutto i residui di amianto. Materiale che è stato completamente smantellato da Enel all’interno dei suoi impianti e strutture. Ma che resta sparso nei territori di campagna».
Si tratta dei residui di vapordotti che venivano demoliti con l’amianto che rimaneva a terra, considerato un materiale solido e, soprattutto, non dannoso per le persone e l’ambiente. «In passato non c’era cognizione dei danni che poteva procurare l’ethernet - riprende Martignoni - Oggi, invece, sappiamo bene cosa significa non bonificare le zone in cui vengono trovati residui di amianto. E stiamo provvedendo per togliere una volta per tutte questo pericoloso materiale».
Paradossalmente, per le operazioni di bonifica e smaltimento, Enel dà in appalto questi lavori ad aziende della zona. In questi ultimi due casi, l’azienda incaricata per la messa in sicurezza è la Ciclat di Pomarance.
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