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Pontedera

Un murale celebra la storia della Vespa D’Ascanio fa l’operaio

Un murale celebra la storia della Vespa D’Ascanio fa l’operaio

PONTEDERA. Ci sono il genio creativo del tecnico, la manualità dell'operaio e tutto ciò che ha fatto grande l'industria pontederese della Vespa nel grande murale che da ieri, finito, fa bella mostra...

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PONTEDERA. Ci sono il genio creativo del tecnico, la manualità dell'operaio e tutto ciò che ha fatto grande l'industria pontederese della Vespa nel grande murale che da ieri, finito, fa bella mostra di sé in via Pisana, al Villaggio Gramsci. L'opera, compiuta in appena otto giorni, è stata messa appunto da Umberto Staila (Daniele Orlandi) e Nico Lopez Bruchi, del gruppo di artisti Elektro Domestik Force a cui a giorni sarà affidato anche un nuovo muro da far rivivere al Parco dell'albereta.

Intanto, in questo scorcio di Villaggio ben visibile a chiunque passi dalla via che collega piazza Stazione alla Toscoromagnola, è stata la storia industriale, sociale e urbanistica di Pontedera a essere celebrata con bombolette e colori. «Un elogio ad una grande rivoluzione industriale di questo paese: la Vespa. Una matrioska di relazioni tra micro e macro sistemi», hanno detto i due artisti all'inaugurazione dell'opera, in cui l'operaio è stato ideato con gli inconfondibili tratti somatici dell'inventore del motore a due ruote più famoso al mondo.

Corradino D'Ascanio, raffigurato metaforicamente come un grande operaio, impila scatole di prodotti Piaggio: la Vespa, la "miniatura eroica" dell’operaio, le case per i lavoratori. A sua volta lo stesso D’Ascanio è rinchiuso dentro a una scatola, quella di un ancor piu grande sistema industriale. Guardando bene, la scatola più piccola, il cuore, la parte più importante, viene ad essere la porta terrazzo e la finestra, che contengono le persone che abitano quell’edificio, quel quartiere.

«A loro va il nostro contributo estetico-concettuale. Nella nostra idea di base, la figura del "grande operaio" spicca da dietro una montagna di scatole, che allegoricamente vogliamo relazionare ai tanti problemi che la vita quotidianamente ci mette di fronte e che, con creatività, ingegno, coraggio e determinazione possiamo trasformare in qualcosa di valore ed importanza rivoluzionaria. Esattamente, come la figura di Corradino D’Ascanio ha fatto con la fabbrica Piaggio. Un esempio importante».

Opera che il gruppo, nato nel 2003 «anche grazie al progetto di Remorini e Quirici "Spray Art Connection"», in questo caso ha realizzato all'interno del progetto "City color correction", finanziato dalla Regione e promosso anche attraverso alcuni sponsor.

Soddisfatto l'assessore alle politiche abitative Marco Checchi: «Un modo per celebrare quel sistema industriale, oggi superato, ma alla base della nascita del Villaggio, che un tempo creava una "rete" sociale, abitativa, culturale intorno ai lavoratori - ha detto -. Invito anche a trovare modelli alternativi che possano sopperire alla solitudine in cui spesso oggi i lavoratori si trovano in questi tempi di crisi».

Nilo Di Modica

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