Il presidio
Confesercenti al barista escluso «Serviva un avviso pubblico»
VOLTERRA. Tiene ancora banco la polemica partita da Daniele Bassini, gestore del Bar Enjoy, barista che si è lamentato per essere stato “licenziato” a dieci giorni dalla notte di fine anno. «Tanta...
VOLTERRA. Tiene ancora banco la polemica partita da Daniele Bassini, gestore del Bar Enjoy, barista che si è lamentato per essere stato “licenziato” a dieci giorni dalla notte di fine anno. «Tanta fatica per cosa? - ha detto Bassini - Mesi passati ad organizzare un progetto, approvato da un’associazione di categoria e dal Comune, che prevedeva la sistemazione del bar nella piazza dei Priori per la notte di Capodanno, per poi vedersi chiudere la porta in faccia a dieci giorni dall’evento programmato. Ci vuole più rispetto».
Ora al barista risponde Confesercenti: «Si sta parlando del "veglione" del prossimo Capodanno organizzato dalla Confesercenti e dal Comune. Ne parliamo premettendo che il barista, qualche recriminazione ha il diritto di esternarla. I fatti sono un po' diversi da quanto apparso. Negli anni passati il barista propose al Comune, in accordo con Confesercenti, di organizzare, a sue spese il veglione di fine anno. Proposta accolta dall'amministrazione comunale e da nessuno contestata trattandosi, infatti, di iniziativa imprenditoriale privata che, ad avviso di tutti, rappresentava un ritorno di immagine utile a tutta la comunità. Quest'anno le cose sono andate in modo diverso. In particolare, riguardo ad altre proposte, di altri soggetti associativi, che all'ultimo momento si sono defilati, con grande imbarazzo dell'amministrazione comunale, non era più possibile recuperare altre iniziative che avrebbero potuto vedere coinvolti gli stessi operatori della somministrazione di alimenti e bevande».
«Di fronte ad un intervento sostenuto in gran parte con denaro pubblico - prosegue Confesercenti - risultava davvero imbarazzante, senza un avviso ad evidenza pubblica, affidare un servizio di somministrazione ad un operatore anziché ad un altro senza rischiare l'accusa di essere portatori di interessi privati e/o personalismi. Lo scopo della nostra associazione è quello di essere vicini e a supporto delle aziende sviluppando per loro opportunità di crescita e di lavoro e non quello di creare problemi irrisolvibili. Di questi tempi, però, anche una pioggerella rischia di trasformarsi in tsunami ed è bene, negli interessi comuni, evitare di bagnarsi. Pubblicamente ci scusiamo con il barista se davvero pensa di essere stato ingiustamente penalizzato. Ciò nonostante - conclude l’associazione - siamo convinti, conoscendolo bene, che riuscirà a capirne le ragioni».
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