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Guerra fredda sui migranti con la Società della salute

Guerra fredda sui migranti con la Società della salute

Il Comune di Cascina approva il bilancio di previsione, ma con riserva L’assessore Ziello: «Il nostro territorio usato come se appartenesse a Pisa»

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CASCINA. Il principale ostacolo è costituito dalle politiche sui migranti e sull’immigrazione in genere. A Cascina gli oneri imposti dalla Società della salute (Sds) pisana cominciano a stare stretti. Agli amministratori Pd, in maggioranza all’interno della giunta della Sds, l’esecutivo cascinese rimprovera di non avere recepito le indicazioni arrivate dalla sindaca di Cascina, Susanna Ceccardi, in fatto di migranti. Punto questo che tira in ballo anche il prefetto e gli uffici della prefettura di Pisa che si occupano delle convenzioni per l’accoglienza dei migranti.

Anche se non ci sono conferme ufficiali, un dato farà riflettere. Prima delle elezioni comunali i migranti richiedenti asilo erano circa 70, ora sono oltre 90. E sono aumentati - sempre con il placet della prefettura di Pisa - anche quelli accolti dall’agriturismo La Tinaia, a Santo Stefano Macerata, passati da poco più di 30 a più di 60 in una struttura che non ha questa capienza.

Se Cascina, comune da 45mila abitanti, decidesse di lasciare la Società della salute, probabilmente le conseguenze non sarebbero banali. È anche vero che non avendolo fatto entro la fine del 2016, il divorzio - se ci sarà - non potrà avvenire prima della fine del prossimo anno, per i tempi imposti dallo statuto dell’ente che opera sulla base di una convenzione stipulata da tutti i Comuni della zona distretto e dall'Azienda unità sanitaria locale del territorio.

«In questi mesi abbiamo visto in più di un’occasione che la Società della salute non tiene nella giusta considerazione le indicazioni politiche che arrivano da Cascina rispetto alla gestione di alcuni servizi, a cominciare da Rom e migranti», ha detto Edoardo Ziello durante l’assemblea che si è svolta ieri mattina per approvare il bilancio preventivo (Cascina ha detto sì con alcune riserve).

«Non ci sentiamo rappresentati dalle scelte di questo consorzio, visto che tratta Cascina alla stregua di una mera periferia del capoluogo, dimenticandosi che è il Comune che - subito dopo Pisa - conferisce la quota capitaria più elevata. Cascina non è né un bancomat, nè un quartiere di periferia, ma un territorio fondamentale per tutta la provincia di Pisa».

In ballo ci sono risorse per oltre 23 milioni di euro, come risulta dal bilancio appena approvato.

Per l’area dei servizi residenziali e semiresidenziali per gli anziani, la Società della salute prevede di spendere oltre 6 milioni di euro, altri 2 milioni per i servizi domiciliari e intermedi, per l’area materno infantile (comprese rette per il ricovero dei minori pari a circa 2 milioni) altri 2 milioni e 672mila euro, per servizi ai disabili 875mila euro, assistenza ai Rom 279mila euro.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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