Il presidio
Fontana restaurata grazie a Toscana Pallets
BIENTINA. «Un paese deve avere un simbolo di riconoscimento per tutta la comunità. È una questione di appartenenza. E ciò che appartiene al Comune appartiene ad ogni singolo cittadino. La democrazia...
BIENTINA. «Un paese deve avere un simbolo di riconoscimento per tutta la comunità. È una questione di appartenenza. E ciò che appartiene al Comune appartiene ad ogni singolo cittadino. La democrazia ha questo sapore. Ha questo significato».
Sono parole di Corrado Guidi, sindaco di Bientina, che così ha commentato il restauro della fontana nella piazza centrale di Bientina, merito della collaborazione con l'azienda Toscana Pallets, che ha sponsorizzato con oltre 60.000 euro l’operazione.
«Il Comune restituisce ai suoi cittadini - continua Guidi - quanto era loro dovuto. Ne sono fiero e felice. Grazie a tutti, grazie all’imprenditore Franco Vierucci, venuto a mancare alcuni mesi fa: i figli e la moglie hanno portato a termine la sua ferma volontà di mantenere un impegno con l'amministrazione e tutta la comunità di Bientina, un bel regalo di Natale come ha sottolineato il figlio Luca nel suo intervento».
L'architetto Banti che ha curato la direzione dei lavori, effettuati dalla ditta Restauro Valeri, ha illustrato il metodo e i lavori che hanno portato al restauro, sottolineando le nuove tecniche di rilievo effettuate e soprattutto il tentativo riuscito di lasciare intatti i segni del tempo e delle varie ricostruzioni. La fontana, che da sempre è posta al centro della piazza, ha subìto dal 1600, secolo della costruzione, più restauri e demolizioni e tutto questo si vede dalle pietre più antiche del basamento, ai marmi fino all'ultima ricostruzione del 1894.
Il sindaco ha proseguito dicendo che «non ci porteremo via niente di più dei sentimenti e delle emozioni che abbiamo suscitato, i sogni e le speranze per il nostro futuro, quello dei nostri figli, quello della nostra comunità. Un grazie all'ufficio tecnico nella sua interezza e ai dipendenti che hanno reso possibile questo lavoro e questa cerimonia».
Alla cerimonia ha partecipato anche il parroco, don Ettore Baroni, che ha impartito la benedizione all'opera restaurata.
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