Il presidio
Officine Ristori, la rabbia degli operai
Un lavoratore licenziato: «Per giorni ho vissuto con il cuore in gola, ora mi sento sconfitto»
PONTEDERA. «Per giorni ho vissuto col cuore in gola, combattuto tra la necessità di stare calmo e lucido e quella di non farsi divorare dalla rabbia. Ora che ho ricevuto il telegramma è come se si fosse realizzato un brutto sogno. Mi sento sconfitto».
Daniele Nieri, 43 anni, di Lari, è tra i 48 lavoratori delle Officine Ristori ad aver ricevuto la comunicazione del licenziamento. Si aspettava di essere nella lista. Ma sperava in un miracolo. «Invece non è successo - riprende - e ora mi domando cosa darò da mangiare a mia figlia se tra un anno non troverò più un posto di lavoro».
Già, perché per il 2017 gli operai della sua età avranno 12 mesi di mobilità. Se il licenziamento fosse arrivato a gennaio ne avrebbero avuti 24 visto che con il nuovo anno entrerà in vigore la Naspi che cambia radicalmente i criteri dell'indennità di disoccupazione. «Almeno per due anni avrei avuto i soldi per pagare il mutuo - continua Nieri - per fortuna ho una famiglia che mi sta vicino. È l'ammortizzatore sociale più importante. Anche se poi la testa viaggia ai motivi per cui ci ritroviamo in questa situazione. Alle istituzioni che, malgrado tutto, ci hanno lasciati soli al nostro destino. O alla Piaggio che sarebbe stata la sola a poter fare qualcosa ma, evidentemente, nessuno ha interesse a coinvolgerla e a farle prendere le sue responsabilità verso questo territorio. Oppure ai proprietari della Ristori che non hanno mai fatto investimenti né in macchinari, né in manodopera qualificata. Il concordato è una formula che scarica sui lavoratori tutti i problemi. E nessuno sembra in grado di evitarci umiliazioni simili, in un periodo di festa come questo che verrebbe voglia di non alzarsi dal letto».
La rabbia degli operai è tantissima. Così come quella dei sindacalisti di Fiom Cgil e Uilm Uil che stanno spulciando le carte per trovare eventuali errori tra i criteri usati per i licenziamenti o nella forma con cui sono stati comunicati. «Lavoriamo sul fronte delle vertenze e su quello sindacale - dice Stefano Benvenuti della Fiom - Da un lato valuteremo con i nostri legali le azioni da intraprendere. Dall'altro ci ritroveremo con i lavoratori per decidere le iniziative di protesta da portare avanti. Non è escluso che si torni a manifestare davanti alla fabbrica».
Ma c'è chi critica la condotta di Fiom e Uilm. «Negli ultimi due anni - dice l'Usb - Fiom e Uilm avrebbero dovuto controllare e monitorare ogni passo. In realtà in questo periodo è stato chiesto solo ai lavoratori di pagare il prezzo più alto. All'arroganza padronale della Ristori, che minaccia i licenziamenti e fa ricadere solo sui lavoratori la crisi chiedendo la riduzione del salario, si deve rispondere con mobilitazioni e iniziative».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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