Negozio di barbiere chiude dopo 110 anni: l'ultimo titolare cerca un successore
Massimo Panattoni ha chiuso il negozio il 24 dicembre dopo sessant’anni di attività: «Ma voglio che la tradizione continui»
ORENTANO. Quattro giorni fa, mentre nelle case venivano ultimati i preparativi per il cenone della vigilia di Natale, in un'atmosfera intrisa di gioia, attesa e voglia di scambiarsi un abbraccio con i propri cari, in un angolo della provincia di Pisa popolato da poco meno di 1500 anime, un uomo di 72 anni viveva uno dei momenti più delicati ed emozionanti della sua vita. E il Natale non c'entra.
Massimo Panattoni sabato 24, alle otto di sera in punto, ha chiuso per l'ultima volta la porta della sua attività. Un gesto ripetuto in automatico per 60 anni, che improvvisamente è diventato unico, prezioso, sacro. Perché quella porta rischia di restare chiusa per sempre. Anche se la notte dei doni è passata, Massimo spera che Babbo Natale faccia marcia indietro per fargli quel regalo che lo farebbe saltare di felicità come un bambino. E insieme a Massimo c'è un intero paese che incrocia le dita.
Orentano spera che qualcuno salvi uno dei luoghi più importanti per gli abitanti: il barbiere. Quattro mura che ospitano professionisti del taglio di barba e capelli da 110 anni. Una sorta di tempio della socialità, dato che nella frazione di Castelfranco dal barbiere andavano in tanti, ma non tutti per mettersi a sedere sul seggiolone di Massimo.
«C'era chi veniva a leggere il giornale, chi si fermava per parlare di calcio, chi per un semplice saluto. Qualcuno entrava per farsi la barba, poi si metteva a chiacchierare e se ne andava scordandosi di farsi radere», spiega Massimo, che è in cerca di un successore dal luglio scorso: «Si sono presentati un paio di ragazzi, ma hanno l'abilitazione per parrucchieri. In questo caso invece serve una figura diversa, vecchia maniera, capace sì di tagliare i capelli, ma anche di utilizzare il rasoio per la barba».
E pensare che l'ormai ex barbiere di Orentano da bambino non vedeva l'ora di mettersi il camice bianco e di infilarsi le forbici nel taschino, tanto che a 12 anni era già in bottega: «Ho iniziato aiutando Enzo Giorgi - racconta Massimo Panattoni - mio grande maestro e per alcuni anni anche socio. A 14 anni sapevo già svolgere ogni tipo di servizio».
Una vita dedicata al mestiere. Quasi una missione, compiuta mettendo in gioco anche la salute. Provateci voi a lavorare tutti i giorni in piedi per più di mezzo secolo: «Ho i piedi fuori uso, mi fanno malissimo. E poi ho una protesi all'anca e un fastidio costante alle caviglie. Ho dovuto smettere soprattutto per questi dolori», dice ancora Massimo, prima di concludere con un appello: «È rimasto un mese di tempo, dopodiché consegnerò la licenza. La chiusura del barbiere sarebbe una coltellata per Orentano, dopo 110 anni di tradizione, non voglio che accada. Sono disponibile a insegnare il mestiere ai giovani, seguendoli anche durante i loro primi periodi di lavoro. Fatevi avanti, fatelo per un paese che non si merita un colpo così duro».
Chiunque fosse interessato a far proseguire l'attività di Panattoni, può scrivere a pontedera@iltirreno.it
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