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Ristori, azioni legali contro i 48 licenziamenti
È arrivata via telegramma la prima comunicazione per la messa in mobilità Presto altre proteste dopo l’albero di Natale e il volantinaggio ai supermercati
PONTEDERA. Per ora è arrivata una sola lettera di licenziamento. Per giunta tramite telegramma. Il resto delle 48 comunicazioni con cui la proprietà di Officine Ristori dà la cattiva notizia ad altrettanti lavoratori è attesa tra oggi e domani. Ma con la ripresa dell’attività sindacale ci sarà anche la valutazione della regolarità delle lettere inviate dall’azienda venerdì scorso. «Vedremo se è previsto dalla legge o meno l’utilizzo dei telegrammi per questo genere di comunicazioni», spiegano i rappresentanti dei lavoratori che cominceranno presto a individuare ulteriori azioni di protesta come l’albero di Natale per i licenziati, allestito al circolo La Perla di Montecalvoli e il volantinaggio che è stato fatto nei giorni precedenti al Natale nei supermercati della zona di Santa Maria a Monte.
È probabile che prosegua la distribuzione di volantini, con cui spiegare all’opinione pubblica come si è giunti al dramma sociale che numerose famiglie sono costrette ad affrontare con la decisione delle Officine Ristori di dimezzare la forza lavoro e rifiutare ogni tipo di mediazione, come intimato da istituzioni e prefettura.
Ma è molto probabile che si cominci già a parlare di cause legali contro i licenziamenti per giusta causa. Nella ditta di Montecalvoli, infatti, vige ancora l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, visto che si tratta di un’azienda con più di 15 dipendenti, ed è possibile intentare cause per questo motivo.
Una situazione che preoccupa un po’ tutti, specie chi la vive direttamente sul proprio territorio, come la sindaca di Santa Maria a Monte, Ilaria Parrella: «I licenziamenti preoccupano perché s’inseriscono in una situazione economica di più ampio respiro e avrebbe dovuto avere un epilogo di minore impatto sui lavoratori. L'assenza dell'azienda ai tavoli istituiti dalla Regione e dalla prefettura non fa certo onore a chi ha da sempre rappresentato sul territorio un'azienda familiare inserita nel tessuto locale, verso la quale le amministrazioni di Santa Maria a Monte hanno sempre risposto andando incontro alle esigenze di cambiamenti produttivi richieste. L'azienda Ristori avrebbe potuto - e dovuto - trovare soluzioni meno impattanti, in modo da non far ricadere sui lavoratori determinate scelte e strategie imprenditoriali che la devastante situazione economica globale ha finito per ingigantire oltre misura. Esprimiamo piena e totale vicinanza ai dipendenti e alle famiglie coinvolte». (a.q.)
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