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Pontedera

La proprietà della Ristori ora minaccia la chiusura

La proprietà della Ristori ora minaccia la chiusura

In arrivo le 48 lettere di licenziamento, i lavoratori pronti ad azioni legali I sindacati: l’imprenditore ipotizza di cessare l’attività in caso di altre proteste

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PONTEDERA. Quella che l'altro giorno era solo una sensazione negativa dei sindacalisti, in vista dell’incontro di ieri mattina all'Unione industriale per "comunicazioni urgenti da parte di Officine Ristori", si è trasformata in una triste storia di Natale. Anzi, in un dramma sociale con prospettive per niente incoraggianti.

Infatti, l’azienda ha confermato i 48 licenziamenti annunciati pochi giorni fa. In alternativa le lettere di mobilità potrebbero essere "solo" 35, ma a patto che si raggiunga subito una conciliazione con chi lascia la fabbrica. E, comunque, se ci fossero mobilitazioni di protesta o se i conti non fossero ancora in linea con i vincoli del concordato, la proprietà potrebbe chiudere i battenti della fabbrica e licenziare tutti i dipendenti per cessazione dell'attività.

Uno scenario inquietante. La proposta dei 13 operai da salvare - 35 licenziamenti invece di 48 - è stata rifiutata dai sindacati che si stanno organizzando per proteste simboliche e di denuncia delle scelte fatte dalla proprietà. Prima di tutto dovrebbe essere fatto un volantinaggio in tutta la provincia, soprattutto nella zona di Montecalvoli, paese dove vivono i titolari dell'azienda dell’indotto Piaggio. Visto che in queste ore dovrebbero arrivare le 48 lettere di licenziamento, queste ultime dovrebbero servire ad addobbare un albero di Natale proprio davanti alla villa di famiglia dei proprietari delle Officine Ristori. C'è poi il capitolo delle cause di lavoro che Uilm e Fiom, le due sigle sindacali che hanno seguito la vicenda, valuteranno con i rispettivi avvocati.

Azioni legali a parte, tutto il resto non sembra in grado d'invertire una decisione che ha creato scoramento tra i lavoratori, ieri riuniti in assemblea alla Camera del lavoro di Pontedera dove i loro rappresentanti hanno spiegato la situazione e commentato pesantemente le scelte dell’azienda.

«Proposta inaccettabile e fuori dai termini di legge», hanno detto Benedetto Benedetti, Samuele Nacci (Uilm), Marco Comparini e Stefano Benvenuti (Fiom) che hanno aggiunto: «È incredibile come siano state sfidate le istituzioni e la prefettura che avevano chiesto un ripensamento anche in virtù del rischio che i licenziamenti scatenassero la rabbia dei lavoratori. Il ricatto di un’eventuale chiusura se ci saranno proteste o se i conti continueranno non tornare dimostra che il futuro delle Officine Ristori non è per niente roseo. È chiaro che un intervento della Piaggio avrebbe favorito una soluzione meno traumatica».

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Pontedera, Simone Millozzi: «Mi pare evidente il profilo di irresponsabilità dell'azienda che si era peraltro manifestata nei giorni scorsi con l'ingiustificata assenza alle chiamate istituzionali di prefettura e Regione. Si è trattato di un atteggiamento di chiusura sotto alcuni profili decisamente incomprensibile. Esprimo piena e totale vicinanza ai dipendenti ed alle loro famiglie che sono costretti a pagare per colpe non proprie il prezzo più caro di tutta questa vicenda».

«Non smetterò - conclude Millozzi - di confrontarmi con i sindacati e tutti i soggetti pubblici per limitare al massimo le sofferenze e le difficoltà dei lavoratori».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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