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Il Tar respinge il ricorso per salvare il Palio di Buti

Il Tar respinge il ricorso per salvare il Palio di Buti

BUTI. Anche l'ultima speranza di mantenere il Palio di Buti nella sua forma tradizionale è crollata. Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso inoltrato dall'Associazione Palio delle Contrade che...

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BUTI. Anche l'ultima speranza di mantenere il Palio di Buti nella sua forma tradizionale è crollata. Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso inoltrato dall'Associazione Palio delle Contrade che chiedeva l'annullamento dell’ordinanza del ministero della Salute. L'articolo 1 dell'ordinanza del 3 agosto 2016 che vieta l'utilizzo di cavalli di razza purosangue inglese nelle "manifestazioni popolari aperte al pubblico con equidi" riguarda direttamente molti palii italiani, tra i quali quello di Buti, dove da sempre viene utilizzata questo tipo di cavallo per la festa in onore di Sant'Antonio Abate.

Dopo il sopralluogo fatto a ottobre, il tecnico delegato dal ministero delle politiche agricole e forestali aveva giudicato la pista di Buti non idonea per correre con i purosangue, in virtù di questa ordinanza che integra il decreto Martini del 2011.

L'Associazione Palio delle Contrade si è mossa subito per chiedere la sospensione dell'ordinanza, ma ieri pomeriggio è arrivata la bocciatura. L'unico modo per correre il Palio sarà fare ricorso ai cavalli mezzosangue anglo-arabi (quelli che vengono impiegati nel Palio di Siena e in molti altri palii "alla tonda" per intenderci).

Nella pronuncia del Tar si legge che l'ordinanza in questione prevede misure definitive, e per questo non risponde ai criteri di contingibilità e urgenza, specificando che per ragioni di sicurezza delle manifestazioni e di salvaguardia della salute degli equidi, l'utilizzo dei cavalli di razza purosangue inglese è consentito "solo in determinati percorsi aventi stringenti caratteristiche".

A un mese esatto dalla corsa, arriva quindi la decisione che molto probabilmente cambierà per sempre il volto della manifestazione.

L'Associazione Palio di Buti e le contrade non hanno comunque preso in considerazione l'ipotesi di non correre il Palio. La riunione che si terrà nei prossimi giorni tra il presidente del Seggio di Sant'Antonio, Lorenzo Caturegli, e i capocontrada di Ascensione, La Croce, San Francesco, San Michele, Pievania, San Nicolao e San Rocco, chiarirà quale sarà il destino del Palio 2017. Difficile che il Palio venga corso il 22 gennaio. A questo punto l'ipotesi più probabile è quella di un rinvio nei mesi di febbraio, marzo o aprile. E anche questo sarebbe un passaggio storico, visto che il Palio di Buti è sempre stato corso a gennaio.

D'altronde per il Seggio e le stesse contrade diventa difficile organizzare il Palio e gli eventi collaterali di fronte a un cambiamento così radicale. L'attesa per l'esito del ricorso aveva lasciato in sospeso ogni iniziativa legata al Palio, e le stesse contrade dovranno cercare altri cavalli con cui correre, probabilmente attingendo da quelli iscritti al Protocollo equino del comune di Siena.

Lorenzo Lazzerini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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