Il presidio
Il settore metalmeccanico traina l’industria pisana
PONTEDERA. La dinamica della produzione manifatturiera pisana è in controtendenza rispetto al contesto internazionale e nazionale. La ripresa produttiva, avviatasi nell'ultimo scorcio del 2015,...
PONTEDERA. La dinamica della produzione manifatturiera pisana è in controtendenza rispetto al contesto internazionale e nazionale. La ripresa produttiva, avviatasi nell'ultimo scorcio del 2015, mostra infatti un'accelerazione nel primo trimestre del 2016 (+2,6%) e soprattutto nei tre mesi successivi, quando raggiunge il +4,5% a fronte di un dato nazionale che, nel medesimo periodo, risulta fermo al +0,5%. A sostenere l'industria pisana sono state soprattutto le imprese della metalmeccanica e dei mezzi di trasporto. Tuttavia i pur positivi dati dei primi sei mesi del 2016 non sono sufficienti a cicatrizzare le ferite inferte dalla crisi all'industria pisana. Questi, in sintesi, i risultati del monitoraggio congiunturale sul sistema manifatturiero pisano condotto dalla Camera di commercio su 156 aziende della provincia di Pisa.
Fatturato in crescita ma l'occupazione resta un problema. Il fatturato presenta una dinamica analoga a quella della produzione, con una crescita del 2% nel primo trimestre, che raggiunge il +4,1% nel periodo successivo. Il dato del fatturato estero (+8,6% nel periodo aprile-giugno) rivela il fondamentale contributo dei mercati mondiali e la persistente debolezza della domanda interna. Sul fronte occupazionale, gli organici aziendali rimangono stabili e l'utilizzo degli ammortizzatori sociali continua ad oscillare. Complessivamente le ore di Cassa Integrazione autorizzate per il secondo trimestre hanno superato il milione, con uno zoccolo di 690mila nell'ambito della gestione più complessa, quella Straordinaria.
Bene i settori a maggiore intensità tecnologica. Tra i settori analizzati spicca, nel secondo trimestre, la metalmeccanica-mezzi di trasporto- elettronica, che registra decisi incrementi sia di produzione (+9,7%) che di fatturato (+7,8%). Le unità locali del calzaturiero si riaffacciano in territorio positivo (+0,7% la produzione e +2% il fatturato) ed anche il settore conciario riesce a contenere le perdite di produzione (-0,4%) e fatturato (-0,2%).
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