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I boschi nel mirino di chi abbandona rifiuti
Comune e Corpo forestale: i proprietari devono vigilare, vanno installate sbarre e recinzioni
CASTELFRANCO. Il Comune ha chiamato a raccolta tutti i proprietari, riuniti per una mattina in sala consiliare, nella convinzione che il problema rifiuti può essere risolto solo con la collaborazione di tutti. A cominciare appunto dai privati proprietari delle particelle boschive, ai quali è stato chiesto di installare sbarre e recinzioni all'ingresso delle strade bianche, suggerendo anche di aderire ai fondi regionali per il ripristino degli ecosistemi e il rimboschimento.
È l'ultima pagina della lotta intrapresa dall'amministrazione di Castelfranco, insieme al Consorzio forestale delle Cerbaie, contro lo scarico abusivo di rifiuti lungo la provinciale 34, tra Montefalcone e Staffoli.
Un problema antico, cresciuto negli ultimi anni, ma che «non è più sostenibile con le sole forze della parte pubblica», hanno spiegato il sindaco Gabriele Toti e l'assessore Federico Grossi, presenti all'incontro al quale hanno preso parte anche il Corpo forestale dello Stato, la Polizia municipale e l'avvocato Valentina Pinori in rappresentanza di Geofor.
«L'amministrazione ha intrapreso una serie di azioni contro il fenomeno dell'abbandono dei rifiuti - ha detto il sindaco Toti -, ma considerato che molti ettari del nostro territorio sono superfici boschive, è necessario un forte impegno pubblico e privato per conservare quello che di fatto rappresenta il polmone verde del Comprensorio».
Da qui l'appello a tutti i proprietari: «Perché è necessario che prendano coscienza dello stato in cui versano i loro terreni, senza continuare a far finta di nulla», ha aggiunto Federico Grossi, assessore all'ambiente e presidente del Consorzio forestale.
«C'è la volontà di risolvere insieme i problemi - ha aggiunto l'assessore -. Per questo invitiamo i privati ad aderire al Consorzio forestale per condivide insieme possibili soluzioni, come l'installazione di sbarre o recinzioni all'ingresso delle strade bianche, così come la possibilità di aderire ai fondi per le opere di rimboschimento, valorizzazione e ripristino degli ecosistemi».
Giuseppe Tomaselli, viceispettore della Forestale del posto fisso di Montefalcone, ha sottolineato «l'impegno del Corpo in un monitoraggio serrato delle aree intorno alla Riserva naturale, insieme alla Polizia municipale e ai Carabinieri. I proprietari dei boschi hanno dei doveri di vigilanza dei propri beni». (g.p.)
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