Il Tirreno

Pontedera

Ristori, no all’intesa Sono 48 i licenziati

Ristori, no all’intesa Sono 48 i licenziati

Colpo di scena: rifiutato il prolungamento della Solidarietà

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PONTEDERA. La vicenda delle Officine Ristori è finita come nessuno si augurava. La proposta dei sindacati di prolungare il contratto di solidarietà fino alla fine di aprile non è stata accettata dalla proprietà. E così, dalle prossime ore, usciranno 48 lavoratori. Già, perché nel festival della non chiarezza è cambiato anche il numero dei lavoratori che saranno messi in mobilità. Fino a venerdì erano 59. Ora sono undici in meno e non si conoscono i motivi.

Ma un dato è certo. La proprietà ha disertato l’incontro con i rappresentanti di Fiom Cgil e Uilm Uil nella sede dell’Unione industriale pisana fissato per ieri mattina. «Pensavamo di avere l’accordo in tasca - dice Stefano Benvenuti della Fiom - Invece ci siamo ritrovati con poche righe scritte in una mail in cui si annunciava che la proprietà non accetta il prolungamento del contratto di solidarietà perché l’operazione sforerebbe i costi imposti dal concordato in continuità. Avevamo lavorato per rendere meno pesante l’azienda dal punto di vista delle spese per il personale, alleggerendola dei superminimi. Avevamo rinunciato ai soldi relativi al mancato preavviso per i lavoratori che sarebbero andati in mobilità a maggio. Invece è stato tutto inutile».

Lo sconforto si taglia a fette nella sala conferenza nella Camera del lavoro, sede della Cgil, dove i sindacati hanno indetto una conferenza stampa per raccontare la loro rabbia e quella dei lavoratori. E per spiegare che, secondo loro, la partita non è finita. Anche se siamo agli sgoccioli. Stamani alle 8 saranno davanti ai cancelli per convincere i circa quindici operai che ancora stanno andando al lavoro a rimanere fuori. Alle 10,30 incontreranno il prefetto di Pisa, Attilio Visconti, e alle 15 hanno in programma un’altra riunione, in Regione dove il consulente del presidente Enrico Rossi ha convocato sindacati, Confindustria e proprietà. «Al prefetto diremo di bloccare il licenziamenti per garantire la tregua sociale - ha detto il segretario provinciale di Fiom, Marco Comparini - Non possiamo farci carico noi della rabbia degli operai che, a ridosso del Natale, hanno ricevuto questa mazzata. E poi chiederemo alla Regione di intervenire. Perché senza una chiamata anche a Piaggio questo territorio rischia di vedere tante aziende finire come Ristori».

In ballo ci sono anche cause di lavoro per gli eventuali licenziamenti discriminatori. Ma quello che più conta adesso è il fatto che le lettere di licenziamento sono, di fatto, in partenza. «Speravamo di ottenere un miracolo. E ci eravamo vicini - aggiunge Benedetto Benedetti, segretario provinciale della Uilm - Invece ci siamo trovati di fronte un’azienda che non ha voluto sentire ragioni, portandoci fino all’ultimo giorno per prendere in giro tutti e basta».

Il sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, come il segretario provinciale di Fim Cisl, Claudio Garzotto, sono rimasti in contatto con i sindacati durante la trattativa. Millozzi parla di «atteggiamento incomprensibile» da parte dell’azienda e lancia un appello«a tutte le parti affinchè siano perseguite ancora e fino in fondo strade che sembrano impraticabili e che sia approfondita di nuovo ogni possibile ipotesi utile a limitare al massimo le conseguenze che la chiusura negativa della vertenza comporterebbe».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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