Il presidio
Quattro ore di angoscia poi il cane Mago è salvo
L’animale era finito in una tana di istrice a tre metri di profondità Decisivo l’utilizzo di un martello demolitore da parte dei vigili del fuoco
di SABRINA CHIELLINI
È una storia senza tempo: il legame ancestrale tra uomini e animali. Quando Mago, meticcio di taglia media abituato a correre sulle colline di Pomarance, finisce nella tana di un istrice che aveva considerato come una facile preda, quel legame diventa fortissimo. Il padrone soffre per il suo amico, e i vigili del fuoco sono gli angeli che lo salvano.
È il proprietario, Vincenzo Cerboneschi, ad attivare i soccorsi per vedere se è possibile recuperare l'animale. Sono le otto e mezzo di una fredda giornata di dicembre, ma il sole fa ben sperare. Mago è nei guai, ha bisogno di aiuto, non riesce a muoversi.
In pochi minuti, di amici pronti ad aiutarlo Mago ne trova tanti. Orgogliosi di poterlo far tornare a correre. Non solo Alvaro Capanni, altro cacciatore di Pomarance, ma anche la squadra dei vigili del fuoco (sono i pompieri del turno A) arrivati di Saline di Volterra.
I pompieri arrivano nel bosco portando particolari attrezzature - l'intervento dura quattro ore e con tanta ansia - tra cui un martello demolitore. Mago è stremato quando viene raggiunto a una profondità di circa tre metri e ancora non si vede il fondo della tana.
Ci vogliono quattro ore per aiutare il cane a rivedere la luce. Ma poi è una festa. Due carezze e subito Mago, sotto lo sguardo del proprietario, del figlio di quest’ultimo e di un amico che contribuisce al recupero del cane, ritrova quelle energie che la paura gli aveva tolto. Può cominciare un’altra pagina della storia dell’amicizia tra l’uomo e il cane.
A questo punto arriva il momento degli abbracci, dei sorrisi. Tutti possono, finalmente, tirare un sospiro di sollievo. C’è tempo anche per scattare alcune foto per ricordare un momento difficile.
Quando tutti vogliono scrivere il lieto fine, è facile lavorare in squadra. Succede nelle emergenze, nei soccorsi alle persone e anche quando dall’altra parte c’è un animale in pericolo e spaventato, ma pronto a tendere la zampa. Un segno di affetto e riconoscenza.
@sabrichiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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