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Rapinatore scoperto perché claudicante
Un dettaglio ha portato all’arresto di Salvatore Cilino
ULIVETO TERME. Ha un nome uno dei due rapinatori che ha aggredito in casa una pensionata, Silvana Taccola Vanni, 76 anni. Si chiama Salvatore Cilino, ha 28 anni e abita a Buti. La pensionata lo sorprese in casa insieme a un complice. Erano entrati nell’appartamento di via XX settembre a Uliveto Terme, per rubare. E l’arrivo della donna non fece loro cambiare idea. Cilino le puntò un punteruolo alla testa per farsi consegnare alcuni orologi d’oro che la donna e il marito, Elio Barsocchi, avevano in casa. I carabinieri della compagnia di Pontedera hanno tratto in arresto, su ordinanza di custodia cautelare in carcere, il giovane ritenuto l'autore di questa rapina in abitazione commessa a Uliveto Terme il 14 novembre scorso. Per i carabinieri si tratta di una vecchia conoscenza, un giovane che quando ancora non era maggiorenne era finito nei guai a Pontedera per alcuni furti ai danni di bar. E successivamente è stato arrestato anche per reati più gravi come è quello della rapina. Cilino tra l’altro, quando ha aggredito e rapinato la pensionata, era già agli arresti domiciliari.
«Efferate le circostanze del reato, con la vittima che aveva sorpreso i due malviventi in abitazione», ha spiegato il capitano Michele Cataneo, comandante della compagnia dei carabinieri di Pontedera che ieri ha incontrato la pensionata e il marito insieme al comandante della stazione dei carabinieri di San Giovanni alla Vena, Alessandro Salusti.
Ma la donna «non aveva fatto i conti con la spregiudicatezza e la feroce determinazione dei due che non hanno esitato a puntare alla gola ed alla schiena della malcapitata un punteruolo per costringerla a rivelare dove erano conservati preziosi e denaro, poi rinvenuti e sottratti per un valore di oltre 17mila euro, ed a stringerle la mano alla bocca per non farla urlare e chiamare i soccorsi».
Quella sera la donna ebbe un malore. Fu ricoverata all’ospedale per cinque giorni. Dopo che la pensionata era stata soccorsa, venne raggiunta anche dall'anziano marito che quando si rese conto che la moglie era stata rapinata ebbe a sua volta un malore.
«Per l'avvio delle indagini è stata decisiva la lucidità della pensionata che aveva fissato, in quei frangenti, una caratteristica fisica del rapinatore che le si era avventato contro: quel dato, utilmente elaborato dai carabinieri delle stazioni di San Giovanni alla Vena e Buti, ha portato poi a individuare l’arrestato», hanno spiegato i carabinieri. La donna ricordava bene che l’autore dell’aggressione era leggermente claudicante.
L'indagine diretta dalla procura di Pisa ha permesso al giudice per le indagini preliminari di convalidare l'impianto probatorio acquisito ed emettere ordinanza di custodia cautelare in carcere, dando un volto ed un nome all'autore di un grave fatto che aveva creato allarme sociale nella piccola frazione.
Cilino, oltre un anno fa, era stato arrestato in Francia poiché coinvolto in una complessa indagine su una banda dedita alle rapine a mano armata agli esercizi commerciali (sale slot e farmacie) della Valdera, che si scambiava messaggi inneggianti al boss Salvatore Riina. Sono in corso accertamenti per verificare l'eventuale coinvolgimento dell’arrestato in fatti analoghi avvenuti a Zambra e a Calci, così come i carabinieri sono al lavoro per dare un nome al complice.
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