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Pontedera

Sospesi i licenziamenti alle Officine Ristori

Sospesi i licenziamenti alle Officine Ristori

Lunedì nuovo incontro tra sindacati e azienda nella sede dell’Unione industriale Fiom e Uilm: «Chi non rinuncia al superminimo rischia di perdere il posto»

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PONTEDERA. Sospesi i 59 licenziamenti. È questa la notizia sulla vertenza delle Officine Ristori arrivata proprio nel giorno in cui scade il contratto di solidarietà. Niente lettere di mobilità, quindi. Almeno fino a lunedì, giorno in cui sindacati e azienda torneranno a incontrarsi all’Unione industriale. Ma la fine della vicenda dovrebbe arrivare martedì con il coinvolgimento dei lavoratori che percepiscono il superminimo. Sono loro, infatti, l’ago della bilancia in questo tentativo disperato di tagliare i costi del personale e permettere alla ditta, che è in concordato in continuità, di prolungare la Solidarietà almeno fino a maggio, come richiesto da Fiom Cgil e Uilm Uil.

I tentativi di ottenere una risposta positiva alla rinuncia del superminimo da chi percepisce lo stipendio maggiorato, finora, è andata a vuoto. Ma per forzare la situazione i sindacati hanno inserito nella proposta fatta a Ristori e Confindustria di inserire tra i criteri per gli eventuali licenziamenti anche la disponibilità o meno al taglio del superminimo. In pratica, chi non rinuncia a guadagnare di più ha buone probabilità di essere licenziato. La spiegazione è stata data dai rappresentanti della Fiom, Marco Comparini e Stefano Benvenuti, e da quelli della Uilm, Benedetto Benedetti e Samuele Nacci: «L’idea è di fare un taglio del 50% di quanto percepito in più, in modo da garantire le retribuzioni minime e di usare un elemento di equità tra i lavoratori. È una operazione che taglia il costo del personale, di cui l’azienda potrà beneficiare anche in seguito, dimezzando una voce di bilancio molto pesante».

L’azienda, a detta dei sindacalisti, si è impegnata a non inviare le lettere di licenziamento, almeno fino a lunedì. E a valutare la proposta di prolungamento del contratto di solidarietà. Anche alla luce della prospettiva fornita da Fiom e Uilm di raggiungere il 2017 ed entrare in regime di Naspi, il nuovo strumento che sostituirà la mobilità e che offrirà a tutti i lavoratori due anni “di paracadute”, indipendentemente dall’età. «In questa maniera - hanno detto i rappresentanti degli operai - qualcuno potrà andare in prepensionamento. Mentre ad altri potremo chiedere se accetta di lavorare part-time. Così il numero degli esuberi si ridurrebbe e noi avremo più tempo per elaborare una strategia».

Tra cose dette e taciute, per non svelare troppi elementi della proposta avanzata ad Officine Ristori, c’è da sperare che l’accordo di massima raggiunto possa essere accettato dall’azienda per dare ancora un po’ d’ossigeno ai lavoratori. Ma non può passare inosservato il fatto che è proprio a questi ultimi che si chiedono i sacrifici maggiori in una vicenda che non è mai stata troppo chiara fin dall’inizio.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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