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«L’assassino di mio fratello si costituisca»

«L’assassino di mio fratello si costituisca»

Appello di Adriano Cioni su Facebook: «Voglio giustizia». Oggi alle 15 i funerali nella chiesa di Cigoli

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SAN MINIATO. «Chi ha ucciso mio fratello vada a costituirsi». La famiglia dell’uomo travolto da un’auto pirata, l’altra sera in via Maremmana a La Serra di San Miniato, vuole a verità. La vittima è un ciclista di 30 anni, Raghi Cioni, figlio adottivo di Alberto Cioni e Giuseppina Romeo, entrambi dipendenti del Comune di Santa Croce sull’Arno. I carabinieri, dopo avere raccolto alcuni frammenti di un faro sulla strada, stanno cercando di risalire al veicolo che ha travolto il povero trentenne e lo ha abbandonato senza prestargli i soccorsi.

La tragedia è entrata nella casa della famiglia Cioni a Ponte a Egola all’ora di cena. Il fratello di Raghi, Adriano, in una lettera densa di affetto pubblicata su Facebook, racconta quando i carabinieri sono arrivati a casa loro per metterli al corrente dell’incidente. E chiede giustizia.

«Apro e vedo i carabinieri - scrive - li faccio entrare e restano in silenzio, mi guardano come se volessero prepararmi a qualcosa di brutto. Ci dicono che è stato investito mio fratello nel pomeriggio e che chi lo ha investito non l'ha soccorso ed è fuggito lasciandolo in una fossa. Ci dicono che è a medicina legale, è morto. Il silenzio più assordante che abbia mai vissuto. Guardo fisso negli occhi i carabinieri e non capisco, non so cosa fare, guardo mia madre ed è con le mani sul viso, sta male, non sa neanche lei come fare o cosa dire. I carabinieri fanno le condoglianze e tornano in caserma, io e mia madre ci sediamo e restiamo in silenzio per 15 minuti col fiato sospeso. Iniziano a chiamarci, la gente piange, non ci crede, chiedono più volte conferma».

«Non avrei mai pensato di entrare in medicina legale a 24 anni - dice ancora Adriano - per vedere mio fratello morto su una grata di ferro. Una cosa chiedo, la voglio e la esigo. Che venga fuori chi ha ucciso mio fratello perché di questo adesso si tratta. Chi è la persona che per 20 metri l'ha trascinato sul cofano della macchina e che l'ha lasciato al freddo con un trauma cranico, ferito con lacerazioni ed escoriazioni senza che nessuno potesse soccorrerlo, lasciandolo morire? Chi ha visto qualcosa parli, chi ha telecamere e registrazioni le porti dai carabinieri. Chi ha commesso reato vada a costituirsi. È una vergogna, chi l'ha investito ha fermato la vita di una persona, di un ragazzo giovane assieme alla sua famiglia. Grazie a tutti per esserci vicini».

Oggi alle 15 nella chiesa di Cigoli ci sarà il funerale. La famiglia è circondata dall’affetto di tanti, a cominciare dai colleghi del Comune e degli amministratori. «A nome mio e dell’amministrazione esprimo la nostra vicinanza alla famiglia. Spero che tutto possa chiarirsi al più presto», dice la sindaca Giulia Deidda.(s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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