Il presidio
Ristori, clima infuocato tra gli operai in assemblea
Oggi scade la Solidarietà: sindacati e azienda sono ancora lontani da un’intesa Se non troveranno una soluzione da domani 59 dipendenti saranno licenziati
PONTEDERA. Ultima chiamata per salvare 59 posti alle Officine Ristori. Il treno della disperazione effettuerà la fermata definitiva alla sede dell’Unione industriale pisana dove sindacati, azienda e rappresentanti di Confindustria si riuniranno per l’ennesima volta in cerca di una soluzione che non sono riusciti a trovare da due mesi a questa parte. Il tutto mentre ieri si è svolta un’assemblea infuocata con al centro i lavoratori che beneficiano dei superminimi, chiamati a rinunciare al salario aggiuntivo per salvare se non tutti almeno parte dei posti a rischio. Parte dei sindacati, però, guardano oltre, immaginando lo scenario peggiore: «Se l’azienda andrà avanti coi licenziamenti smetteremo di parlare e passeremo alle vie di fatto, bloccando la fabbrica», dice Stefano Benvenuti della Fiom Cgil.
Facile immaginare il clima da “guerra fra poveri” innescata tra dipendenti a poche ore dalla scadenza, fissata per oggi, del contratto di solidarietà, con le lettere di licenziamento che potrebbero partire già domani. La Regione, intanto, è allertata per un tentativo in extremis di cui, però, si sa ben poco. La proprietà della ditta appartenente all’indotto Piaggio, infatti, si limita a dire che non è ancora stato deciso nulla, mentre due giorni fa aveva indicato la giornata di ieri come termine per la vicenda. I sindacati dicono che i costi necessari per rendere concreta la loro richiesta (il prolungamento di un anno della Solidarietà) non sono ancora chiari e che servono ulteriori verifiche. Ieri, dopo l’assemblea che si è svolta la mattina, sono stati effettuati colloqui pomeridiani con i titolari dei superminimi per provare a ottenere un sì alla rinuncia e andare all’Unione industriale in una posizione di maggiore tranquillità.
Una vicenda che sta assumendo toni surreali e che vedrebbe sindacati e azienda alle prese con conti che non sembrano tornare granché. Il timore di essere vicini a un vero e proprio dramma sociale sembra reale, anche se non è detta l’ultima parola. La speranza è che ci siano i presupposti per evitare il maxi licenziamento, se è vero che si è giunti all’ultimo giorno per definire il salvataggio. Ma se si dovesse delineare davvero la messa in mobilità della metà della forza lavoro di Officine Ristori, gli sviluppi potrebbero essere pesanti. Già nei giorni scorsi i sindacati hanno parlato di scioperi e blocco della fabbrica. Questo è un periodo in cui la produzione è ferma. Ma dalla metà di gennaio la fornitura per Piaggio riprenderà. E a quel punto, se saranno messi in atto le proteste, anche il colosso di Pontedera potrebbe risentirne. L’ultima volta in cui si è verificata una situazione del genere, prima del prolungamento della Solidarietà che scade oggi, l’azienda della Vespa rischiò di fermarsi a causa dei componenti che non arrivavano da Montecalvoli a causa dello sciopero.
Andreas Quirici
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