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Muore travolto da un’auto pirata

di Sabrina Chiellini
Muore travolto da un’auto pirata

Ponte a Egola: la vittima è un 30enne che stava percorrendo via Maremmana in bici

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PONTE A EGOLA. La morte lo ha sorpreso mentre stava tornando a casa, dopo aver fatto un giro in bicicletta. Il trentenne di Ponte a Egola, era in sella alla sua bicicletta e percorreva via Maremmana, davanti al campo sportivo a La Serra di San Miniato. La strada che taglia la campagna e porta a Ponte a Egola è al buio. Un’auto, ma molto più probabilmente si tratta di un furgone, che viaggiava nella stessa direzione del ciclista, cioè verso Ponte a Egola, lo ha urtato al margine della strada facendolo sbalzare di alcuni metri lungo il ciglio della strada. Chi era alla guida non si è fermato e ha proseguito la sua corsa, forte del fatto che in quel momento la strada era deserta e che nessuno aveva visto quel drammatico investimento. Il ciclista è finito riverso sull’asfalto e qui è morto.

Sulla sua identità gli inquirenti non hanno molti dubbi: si tratterebbe di Raghi Cioni, un trentenne di origine bosniaca adottato da una famiglia di Ponte di Ponte a Egola. Il riconoscimento ufficiale da parte dei genitori ci sarà però stamani e solo allora ci sarà certezza della sua identità. Aveva numerose ferite, quelle alla testa probabilmente gli sono state fatali. È stato un passante, un altro automobilista di passaggio, a scoprire l’uomo agonizzante lungo la strada, quando mancavano pochi minuti alle 19. Sul posto, dopo essere stati avvisati da alcuni passanti, sono arrivati subito i sanitari del 118: l'uomo era in arresto cardiaco proprio per le gravi ferite. Inutili le lunghe manovre di rianimazione messe in atto dai soccorritori che si sono immediatamente resi conto che il ciclista era stato investito e che non aveva traumi compatibili con una caduta accidentale dalla bicicletta, poi posta sotto sequestro dei carabinieri della compagnia di San Miniato.

I carabinieri hanno avviato le prime indagini per rintracciare il mezzo pirata e il suo conducente. In terra tracce di vetri ma nessuno avrebbe visto l'incidente. Tuttavia i frammenti che sono stati recuperati sulla strada farebbero pensare che nell’incidente potrebbe essere rimasto coinvolto un furgone. Un’ipotesi che i militari - sul posto anche il nucleo operativo della compagnia - non hanno escluso e in questa direzione hanno avviato i primi controlli. Difficile è stato risalire all’identità del ciclista che dopo i primi tentativi di rianimazione è rimasto sull’asfalto coperto da un telo verde mentre venivano effettuati i rilievi. La vittima non aveva documenti con sè. Tuttavia un’amica ha riconosciuto la sua bicicletta e ha fornito le prime indicazioni ai carabinieri per poter arrivare alla sua identificazione. Ha poi cercato di mettersi in contatto con la famiglia per capire se il trentenne fosse a casa ed è arrivata quindi un’ulteriore conferma.

La salma è stata rimossa dopo alcune ore e trasportata a medicina legale a Pisa. Sull’incidente è stata aperta un’inchiesta dalla Procura della Repubblica di Pisa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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