Il presidio
Perseguitava la sua ex Condannato a cinque anni
Stefano Rizzato, 53 anni, di Chianni, ha cercato di discolparsi davanti ai giudici ma non è stato creduto. Deve anche pagare cinquemila euro di provvisionale
PONTEDERA. È stato condannato, in tribunale a Pisa, Stefano Rizzato, 53 anni. di Chianni, accusato di avere compiuto una serie di atti persecutori nei confronti della sua ex, una imprenditrice di Pontedera costretta a cambiare le sue abitudini di vita e a chiedere aiuto ad amici e parenti per mettere al sicuro se stessa a la figlia. Per il tribunale - giudici Salutini, D’Auria e Giovannelli - Rizzato è colpevole dei reati che gli erano stati contestati dopo le indagini dei carabinieri di Pontedera e la conseguente inchiesta aperta dalla Procura di Pisa a novembre di un anno fa. Dal momento dell’arresto al processo, l’uomo è rimasto in carcere e la misura non è stata revocata ora che è stato condannato a cinque anni e 5 mesi di reclusione (il pm ne aveva chiesti sette) e che il tribunale gli ha revocato il beneficio della sospensione della pena di una precedente sentenza di patteggiamento con cui gli era stata applicata la pena di un anno e sei mesi.
Ieri mattina l’imputato ha fornito la sua versione dei fatti, cercando di discolparsi dalle accuse, dicendo di avere insistito a chiedere i soldi all’imprenditrice, che è assistita dall’avvocato Ivo Gronchi di Pontedera, in quanto aveva lavorato per lei. Ma la storia è molto più complessa e non riguarda solo le minacce per estorcere alla donna somme di denaro. L’uomo, dopo la fine della relazione con l’imprenditrice - quest’ultima, tra l’altro, quando era rimasto senza lavoro perché coinvolto in un’altra vicenda, lo aveva aiutato - ha cercato prima di estorcerle del denaro. Poi è passato ad altri atti di violenza. Le sue richieste erano sempre minacciose e seguite da violenti litigi verbali, terminati a volte con aggressioni fisiche.
Infine, a novembre di un anno fa, con una mazza di legno, l’imputato era arrivato davanti all’azienda della donna e aveva rotto tutti i vetri della sua auto. Quello era stato l’episodio che aveva convinto l’imprenditrice a raccontare tutta la verità ai carabinieri di Pontedera e soprattutto a chiedere aiuto.
L’imputato ha un precedente specifico in quanto era già stato raggiunto da un ammonimento del Questore per una vicenda simile avuta con un’altra donna. Considerati i danneggiamenti e le minacce che in più occasioni aveva rivolto all’imprenditrice, nei suoi confronti era stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
C’era bisogno infatti di interrompere una serie di fatti che stavano angosciando la donna. Il tribunale ha condannato Rizzato anche a risarcire la parte civile con una provvisionale di 5mila euro immediatamente esecutiva e al pagamento delle spese legali, così come all’interdizione dai pubblici uffici per la durata della condanna.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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