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«Sindaci, sbagliato vietare i fuochi»

«Sindaci, sbagliato vietare i fuochi»

Appello di Antonio Nanna, leader del sindacato degli operatori pirotecnici

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PONTEDERA. «Come di consueto è iniziata la campagna contro i "criminali" che vendono i fuochi d'artificio legali e sicuri. Oltre a violare l'articolo 41 della nostra Costituzione, stanno mettendo in ginocchio una categoria di commercianti legali ed onesti, che ha anche dei dipendenti e che, se si continuerà su questa assurda strada, sarà costretta a licenziare».

Lo dice Antonio Nanna, segretario regionale per la Toscana del Sindacato nazionale operatori pirotecnici (Sinop).

«In Italia - aggiunge l’imprenditore - ci sono 2.234 esercizi di minuta vendita prodotti esplodenti e/o armerie, che sommate ai circa 20.000 esercizi commerciali e tabaccherie che vendono i fuochi d'artificio, danno lavoro ad almeno 30.000 persone. Se siamo ancora in un Paese democratico, è l'ora di finirla».

Il Sinop ha trasmesso ai sindaci una lettera in cui chiede di non emanare le ordinanze che vietano i fuochi d’artificio a Capodanno. O di tenere conto della classificazione dei giochi pirotecnici per evitare di incorrere nell’errore di vietare anche le girandole.

Dopo le pressioni del sindacato il ministero degli Interni, ha emanato un decreto con il quale vieta la vendita al dettaglio dei fuochi d’artificio appartenenti alla categoria IV professionale (italiana) e alla F4 UE (i grossi razzi ed i petardoni) che, esplodendo, generano dei boati assordanti.

«Sono questi fortissimi bòtti che effettivamente possono incutere paura alle persone ed anche gli animali. Noi per primi - afferma ancora Nanna - abbiamo lottato affinché questi grossi petardi scomparissero dal mercato italiano. Oltretutto sono prodotti che, se non utilizzati da personale abilitato all’uso secondo la normativa, possono anche essere letali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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