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Ristori, si avvicina il maxi licenziamento
I sindacati: «L’azienda non vuole prolungare la Solidarietà»
PONTEDERA. Si fa sempre più concreto il rischio che 59 lavoratori delle Officine Ristori perdano il posto. Almeno stando alla reazione dei sindacati che ieri pomeriggio, dopo aver parlato telefonicamente con rappresentanti dell’Unione industriale pisana e una breve riunione, hanno deciso di far uscire gli operai dalla fabbrica e spiegare «la mancanza di disponibilità dell’azienda a prolungare il contratto di solidarietà almeno fino a settembre».
Venerdì scade l’ammortizzatore sociale e da sabato la mobilità potrebbe essere una triste realtà. Ma dalle pieghe della vicenda viene fuori che non è ancora detta l’ultima parola. I segretari provincia di Uilm Uil e Fiom Cgil, Benedetto Benedetti e Marco Comparini, hanno indetto un’assemblea per stamani, in cui chiederanno il taglio dei “superminimi”, le buste paga “pesanti” assegnate a un ristretto numero di dipendenti che all’anno ammonterebbero a una cifra compresa tra i 70mila e gli 80mila euro.
«Nel piano che abbiamo comunque intenzione di presentare all’azienda, per non lasciare niente d’intentato - dice Comparini - c’è anche questa soluzione, perché per limitare i licenziamenti occorre diminuire i costi del personale, in modo da non sforare il tetto di bilancio imposto dal concordato in continuità».
Dopo settimane di discussione sul fatto che si dovevano abbattere i costi facendo fare la propria parte a tutti i soggetti coinvolti nella vicenda, siamo arrivati a poche ore dalla scadenza senza un progetto concreto da mettere in pratica. Con l’unica soluzione apparente rappresentata dal taglio del salario.
«La politica ci ha lasciati soli - afferma Benedetti - perché non è stata in grado di chiamare Piaggio per concordare più commesse alle Officine Ristori. E ora l’unica soluzione è stata lasciata nelle nostre mani che dovremo chiedere sacrifici ai dipendenti se si vorranno salvare i posti di lavoro».
La confusione regna sovrana in questa vicenda e definire febbrili i prossimi giorni sembra riduttivo. Intanto le assemblee, poi il nuovo coinvolgimento delle istituzioni (Regione, Unione Valdera e Comuni), annunciato da Comparini che aggiunge: «Negli ultimi giorni sembrava che il prolungamento del contratto di solidarietà potesse essere la soluzione accettata da tutti. Invece l’Unione industriale ci ha detto che la proprietà dell’azienda non è disponibile a percorrere questa strada».
Un quadro davvero triste che potrebbe portare a una serie d’iniziative sindacali dopo l’eventuale conclusione negativa della vertenza. E a spiegarlo è ancora Comparini: «Ci hanno portati all’ultimo senza una prospettiva chiara. Ma se pensano che avranno vita facile, la proprietà si sbaglia di grosso. Ora è chiaro che non è il momento, visto che le attività di Ristori e di Piaggio sono praticamente ferme. Ma nei prossimi mesi potremmo essere costretti a prendere iniziative forti, perché qui si gioca sulla pelle dei lavoratori e non è giusto riversare tutte le responsabilità su di loro, quando le parti in causa sono numerose. Noi cercheremo di proporre un ultimo piano. Ma è chiaro che non c’è più molto tempo per trovare una soluzione».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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