Il Tirreno

Pontedera

ilario luperini, critico d’arte

«Il bello per scoprire spazi e combattere il degrado»

«Il bello per scoprire spazi e combattere il degrado»

PONTEDERA. Poche realtà, come Pontedera, hanno saputo creare nel tempo un percorso dedicato all’arte contemporanea. Insieme alla mostra, che si inaugura domani a Villa Crastan, Pontedera sarà al...

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Poche realtà, come Pontedera, hanno saputo creare nel tempo un percorso dedicato all’arte contemporanea. Insieme alla mostra, che si inaugura domani a Villa Crastan, Pontedera sarà al centro di operazioni culturali. «In coerenza con l’idea iniziale – l’arte che invade la città producendo notevoli benefici – ecco la struttura della mostra». A guidarci in questo percorso è il curatore della mostra, Ilario Luperini.

«I laboratori, gli artisti, le collaborazioni. Nella Villa Crastan, mirabile esempio di architettura neorinascimentale, un percorso di pallet introdotto dalla panca di Walter Romani che invita caldamente, avvolta in un trasparente velario di tulle, a non dormire. Il legno grezzo si offre con la sua semplicità e intensità. Le cornici di pietra serena delle porte vanno a braccetto con la traforata purezza delle lignee aperture, le razionali stanze sono attraversate e conquistate da una continua linea di contro-architettura. Stabilità ed effimero a stimolante confronto, in uno scenario di stupefacente teatralità. Le immagini di oltre dieci anni di eventi scorrono con i lenti ritmi di un raffinato documentario; coinvolgono, entusiasmano, stimolano le emozioni e i pensieri». Nel giardino della villa l'elefante, «a segnalare maestosamente la straordinaria continuità del progetto».

In questi anni gli studenti hanno partecipato con convinzione ai laboratori, sotto la guida degli artisti e dei propri insegnanti.

«L’atto creativo ha assunto il senso di una spigliata, ma anche ponderata esercitazione di ricerca in cui sono confluite le emozioni, le suggestioni, i pensieri, le sensazioni suscitate di momento in momento. Il lavoro pratico non si è mai sottratto alla riflessione critica, la curiosità è andata sempre aumentando; e la curiosità, come ci ha insegnato Vico, è figlia dell’ignoranza e madre della scienza», spiega ancora Luperini.

Un percorso che resta sempre attuale. Sempre con l’obiettivo di contribuire alla ricerca del bello per offrire nuovi orizzonti, «per scoprire quegli spazi di fantasia, di realizzazione di sé, di donazione di sé che stanno oltre la linea dell’assuefazione e dell’indifferenza», conclude il critico d’arte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web