La montagna di sorrisi arriva da Universo Giochi
Dal titolare del negozio regali per i bambini poveri per quasi tremila euro, una festa di solidarietà
PONTEDERA. Un atto di generosità fuori dal comune. È quello di cui si è reso protagonista Andrea Razzauti, titolare del negozio Universo Giochi, in via Gotti. Ieri pomeriggio Andrea si è presentato in redazione per partecipare a "Il TIRreno dei sorrisi", la nostra iniziativa che prevede una raccolta di giochi da destinare, in un secondo momento, ai figli delle famiglie meno abbienti. Andrea è tornato in negozio e ha raccolto i giochi da donare in diverse maxi buste. «Datemi una mano a portarli in redazione, ne ho selezionati parecchi e da solo non ce la faccio». Dal titolare di un negozio di giochi ci si poteva aspettare un contributo massiccio, ma Andrea è andato oltre. Ha consegnato al Tirreno 2537 euro di regali. «Da giorni la gente viene in negozio e fa acquisti dicendo di partecipare all'iniziativa del Tirreno. Mi sono incuriosito, ho letto i dettagli sul giornale e l'idea mi è piaciuta tantissimo, così ho deciso di fare la mia parte. Ho radunato un bel po' di giochi senza fare caso al valore. Alla fine ho fatto il conto ed è venuta fuori la cifra, ma per me non ha importanza», spiega Razzauti, che ha anche un altro punto vendita a Livorno, in piazza Attias, gestito dal socio Attilio Fremura. «Fare il giocattolaio è una vocazione, non si fa questo mestiere per diventare ricchi. Mi è sempre piaciuto regalare sorrisi ai bambini, ed è per questo che ho deciso di donare così tanti giochi. Pensare che i miei giocattoli andranno nelle mani di tanti bambini mi rende felice - dice Andrea Razzauti - ed è questo che conta». E non è la prima volta che il negoziante partecipa a un'iniziativa benefica: «Fare beneficenza mi è sempre piaciuto, credo sia importante aiutare chi ne ha necessità». E a chi pensa che quella del titolare di Universo Giochi non sia altro che una trovata pubblicitaria, Razzauti risponde così: «Non mi dispiace l'idea di avere un articolo sul giornale, sarei ipocrita a dire il contrario. Ma non è un modo per farmi pubblicità, assolutamente. Basta guardare il costo delle inserzioni pubblicitarie. Per pubblicizzare il mio negozio avrei potuto spendere molto meno». (t.s.)
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