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L’amaretto più buono è quello del Bar Greco 2.0
SANTA CROCE. «Pur essendo santacrocese non avevo mai visto questo posto. È una location da valorizzare assolutamente e io ne diventerò il primo promoter». Parola dello chef Simone Rugiati, arrivato...
SANTA CROCE. «Pur essendo santacrocese non avevo mai visto questo posto. È una location da valorizzare assolutamente e io ne diventerò il primo promoter».
Parola dello chef Simone Rugiati, arrivato giovedì per la prima volta tra le mura del Museo della conceria di Santa Croce. Una location particolare, che si è rivelata perfetta per ospitare un’edizione inedita della Festa dell’amaretto e il Gran galà conclusivo, a cena, con lo chef Rugiati ospite d’onore. «Perché Santa Croce è una terra di eccellenze - lo ha presentato il sindaco Giulia Deidda - non solo per il distretto conciario ma anche per carriere importanti come quelle di Simone». Tra le eccellenze, però, il protagonista della serata era il celebre amaretto, che ha fatto da sfondo e da ingrediente alla cena, cucinata dalle cuoche della cucina centralizzata che ogni giorno sfornano i pasti di oltre 600 piccoli santacrocesi. Insieme all'amaretto, infatti , erano protagonisti i bambini, attraverso la collaborazione con Unicef a cui è stato devoluto il ricavato della cena, con un assegno da mille euro consegnato dal sindaco e da Rugiati a Patrizia Falcone e Valeria Acquaro, presidenti dei comitati provinciale e regionale di Unicef.
Alla fine il premio per l'amaretto più buono è andato a Sabina Maiorella e Antonio Palmiero del Bar Greco 2.0, che in base alla giuria hanno realizzato l'amaretto migliore sotto l'aspetto dell’estetica, del sapore e della gradevolezza al palato. (g.p.)
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